martedì 12 maggio 2009

La scrittura come proiezione della personalità

Il potere identificatorio delle parole, dei numeri e soprattutto della firma è universalmente riconosciuto da tutte le legislazioni, con ciò in sintesi viene riconosciuta la personalizzazione della scrittura. Ogni individuo ha quindi un proprio carattere, un proprio modo di essere, di comportarsi, di reagire ed è per questo che le differenze tra una scrittura e l’altra sono certamente simboli di differenza tra una persona ed l’altra.

L’uomo ha creato la scrittura come strumento di fissazione del proprio pensiero, imprimendovi spontaneamente una risposta psicologica, secondo le proprie leggi.
La scrittura è dunque un test del tutto involontario, spontaneo e naturale e ne evidenzia il carattere individuale, lo stile unico, personale e irripetibile di ogni persona.

La scrittura, anche quella dissimulata e/o contraffatta contiene sempre determinati segni grafici distintivi, cioè le connotazioni proprie di uno scrivente, cosi’ come lo sono la mimica, le impronte digitali, il modo di camminare, di gestire , di atteggiarsi.
Basti solo pensare al fatto che tutti impariamo a scrivere secondo un modello calligrafico piu’ o meno simile, ma poi nessuno scrive in modo uguale all’altro; questo avviene perché, nel riprodurre il modello che ci è stato insegnato a scuola, prima in maniera consapevole, poi automaticamente, ognuno dà una interpretazione personalissima del segno grafico e della sua collocazione nello spazio-foglio.

Le differenze stilistiche della scrittura sono già evidenti nel bambino di prima elementare. Si potrebbe inoltre aggiungere che ognuno di noi è in grado di riconoscere la propria scrittura e quella delle persone che conosce anche a distanza di tempo.
Proprio per questo si può avere un quadro completo della personalità dello scrivente, delle sue condizioni psiconervose, del suo stato mentale e fisico.

Sono individuabili i fattori intellettivi, le cause che inibiscono o limitano le realizzazioni della proprie possibilità, il funzionamento degli automatismi, dei processi mentali , della memoria, dell’attenzione e della concentrazione.

Attraverso l’analisi della scrittura si raccolgono dati riguardanti la vita affettiva, sessuale, i principi etici e morali; si scoprono gli atteggiamenti dell’Io verso se stesso e verso glia altri, l’ambiente, le tendenze che determinano i comportamenti di adattamento, di difesa, di paura , di aggressività.

La scrittura è pure proiezione dei vari conflitti, delle devianze, dell’equilibrio interiore; è inoltre possibile risalire all’ambiente familiare, ai metodi educativi che hanno generato le tendenze e i complessi disturbanti l’armonia e lo sviluppo naturale.

Campi di applicazione

L’analisi della scrittura viene adottata come test proiettivo in vari settori della vita sociale:

- ANALISI DI PERSONALITA’ : per una maggiore autoconoscenza, al fine di individuare capacità, necessità, interessi, per arrivare ad una maggiore autoconsapevolezza, per migliorare le proprie prestazioni e istaurare rapporti interpersonali soddisfacenti.

- COMPATIBILITA’ DI COPPIA : per la scelta del partner, con lo scopo di individuare le affinità e/o le compatibilità.

- ORIENTAMENTO PROFESSIONALE : per la scelta degli studi e della professione, al fine di evidenziare predisposizioni per favorire lo sviluppo delle proprie potenzialità, della realizzazione personale e dell’inserimento nel mondo del lavoro e della scuola.

- ASSUNZIONE DEL PERSONALE : per la valutazione delle posizioni di lavoro piu’ confacenti.

- CONOSCENZA PSICOLOGICA DEI RAGAZZI: nella scuola e in famiglia, per indagare le possibili cause di difficoltà e di disagio.

- IN CAMPO PERITALE E GIUDIZIARIO: per verificare l’autenticità di testamenti, scritti, firme o scoprire l’ autore di lettere anonime.

- NEL CAMPO DELLA PSICOTERAPIA E PSICOPATOLOGIA: come strumento psicodiagnostico.

venerdì 8 maggio 2009

Sindromi abbandoniche: alcuni segni grafici

L’analisi della scrittura all’inizio di una psicoterapia può fornire al terapeuta preziose indicazioni sul carattere, sui problemi, sul comportamento di un paziente, essendo un valido mezzo di approfondimento, che permette di portare alla luce delle problematiche di base che tarderebbero a emergere.

Ciò permettere al soggetto di risolvere piu’ velocemente tali problematiche e lavorare in maniera più mirata alla loro risoluzione.. L’analisi della scrittura infatti focalizza subito i problemi inerenti al paziente, evitando perdite di tempo e andando subito al nocciolo della questione.

Al paziente non interessa avere una perfetta diagnosi clinica che forse neppure capirebbe, essendo talvolta assai specialistica, quello che a lui importa è capire ciò che lo angoscia, lo tormenta, lo fa star male e di conseguenza sentire che le sue sofferenze sono riportate nell’ambito di esperienze umane comprensibili e analizzabili nella loro genesi e nei loro significati.

Senza dubbio, tra gli altri e tanti approcci, importante è evidenziare eventuali carenze affettive precoci che possono aver negativamente influenzato lo sviluppo-affettivo della personalità del soggetto, provocando tendenza alla depressione, ansia e sfiducia esistenziale.

Nell’individuazione di questi vissuti esistenziali prendiamo in esame soprattutto i segni SLEGATA, MOTO IMPERIOSO OCCULTO, ARCUATA, OCCHIELLI A RUOTA E/O DOPPI, CONTORTA.

Oltre ad indicare i contenuti psichici delle rispettive costellazioni psichiche, tali segni sono rivelatori di passate situazioni di disagio che si riflettono pure nel presente.

Il segno SLEGATA indica una situazione di grave situazione affettiva precoce dovuta o a mancanza di affetto o di sollecitudine da parte dei genitori o delle persone significative, o anche a episodi traumatici avvenuti nella primissima infanzia, come ad esempio ospedalizzazioni o ad un allontanamento dai genitori vissuto come violenza, e talvolta rinforzato da altri avvenimenti contingenti, ad esempio atteggiamenti troppo severi da parte di insegnanti o adulti autorevoli, delusioni da parte di coetanei e cosi’ via.

La scrittura SLEGATA rivela una profonda sfiducia esistenziale, un bisogno inappagato e incolmabile di affetto, un atteggiamento sostanzialmente egoistico, centrato piu’ nel prendere che nel dare per compensare le privazioni subite, un’insoddisfazione costante e l’incapacità di apprezzare fino in fondo quanto si riceve perché appare sempre non proporzionato ai propri bisogni.

Se poi il segno SLEGATA si accompagna, come spesso succede al segno DISCENDENTE, la sfiducia esistenziale e il pessimismo ne risultano molto accentuati. In definitiva il soggetto ha poca fiducia nelle proprie capacità e possibilità di cambiare e quindi negli altri.

Se la scrittura slegata è segno di sfiducia generalizzata e di endemica tendenza alla depressione, il MOTO IMPERIOSO OCCULTO definisce una situazione piu’ precisa e circoscritta di disagio, che si esprime in possessività nei confronti delle persone piu’ significative, per timore di perdere il loro affetto.


La depressione è quindi legata alla paura dell’abbandono affettivo, la cui sola possibilità provoca un’angoscia incontenibile, che rinnova la paura sperimentata nell’infanzia di perdere l’amore dei genitori.

La possessività può risultare piu’ o meno evidente dal comportamento poiché può essere piu’ o meno controllata; quella che non può essere dominata è invece l’angoscia di separazione, con i sensi di disperazione e di annientamento che porta in sé.

La SCRITTURA ARCUATA, gli OCCHIELLI A RUOTA e gli OCCHIELLI DOPPI indicano una precoce necessità di nascondere i propri sentimenti, una cautela ed un allarme eccessivi di fronte alle possibili reazioni degli altri, che denotano una mancanza di spontaneità dovuta al timore di vedere accolti negativamente i propri comportamenti.

E’ un segno che indica una situazione affettiva meno dolorosa dei precedenti, probabilmente perché corrisponde a situazioni di disagio posteriori nel tempo rispetto a quelle messe in luce dai segni visti precedentemente e quindi piu’ razionalizzabili, ma che comunque rimanda a carenze affettive, sia pure meno gravi.

La SCRITTURA CONTORTA indica un’ansia sempre viva, un bisogno di sicurezza che non è mai soddisfatto, timore, scetticismo e sfiducia di fronte a progetti di cambiamento di situazioni anche insoddisfacenti, perché al peggio non c’è limite.

L’ ipotesi di Marco Marchesan che quest’ansia di fondo sia dovuta a sofferenza neonatale ha senza dubbio dei fondamenti. Si potrebbe affermare che il segno CONTORTA ha anche origine da stati ansiosi della madre riguardante l’esito della propria gravidanza o del parto e/o dalle reali difficoltà che si sono presentate al momento del parto.








giovedì 7 maggio 2009

L' espressività del taglio "t"

Il taglio t nell’età puberale


Il taglio delle t rivela la focosità aggressiva dello scrivente come pure il senso della collocazione della propria persona nell’ambiente.

Si tratta di tratti caratteriologici che assumono il loro aspetto quasi definitivo nella preadolescenza e nell’adolescenza, quando il soggetto, superata la fase di adattamento delle elementari, e proiettato nell’insegnamento delle medie, esamina criticamente quanto gli è stato insegnato secondo i propri criteri.
Tale operazione automatica ed istintiva si verifica in un lasso di tempo di alcuni mesi. Il ragazzo procede facendo proprio il tracciamento di alcune lettere, specialmente le maiuscole e operando inconsciamente scelte di gusti, che andranno cosi’ ad evidenziare aspetti del proprio carattere e della propria intelligenza.

La grafia delle lettere obbedisce invece a criteri pratici e consapevoli di scelta personale. Il ragazzo dunque, avendo già acquisito una certa maturità, ha bisogno di stabilizzare il senso del proprio io per realizzare un rapporto giusto ed equilibrato con l’ambiente che lo circonda, quindi “solidificarsi” nel proprio ambiente.

I tagli delle t, essendo linee orizzontali, sono simbolicamente l’ espressione sia del proprio valore intellettuale che dei propri mezzi aggressivi che gli serviranno, da un lato per affermare i propri valori intellettuali nella propria realtà e dall’altro, per imprimere o al caso imporre con una certa forza la propria volontà.
Non è detto che tali capacità siano sempre inversamente proporzionali l’una all’altra. Può accadere ad esempio che il senso di positività del proprio valore e la propria capacità di pressione sull’ambiente siano presenti in soggetti non dotati di grande profondità o comunque di valori positivi.
E’ chiaro che l’adolescente provi una certa difficoltà ad imporsi nella propria realtà e quindi si senta impacciato nel tirar fuori “le unghie” ed affermare la propria aggressività. Ne deriva, per un processo naturale, che all’inizio i tagli t non avranno la loro massima espansione ma saranno comunque espressione di un valore interiore.

L’ espressività del taglio t è multiforme e dalle mille combinazioni.

Il taglio delle t può essere di equal spessore delle aste della scrittura in generale, o piu’ sottile, può essere posto in alto, in basso, dietro l’asta o davanti l’asta, in forma dinamica o lenta, può avere un avviamento iniziale ad uncino o terminare con un uncino verso il basso o verso l’alto, può essere arretrato, ascendente, discendente, sopraelevato o basso, può combinare il collegamento con la base dell’asta, può formare un’asola dietro l’asta e cosi’ via, fino ad arrivare a forme imprevedibili.

Vediamo ora alcuni dei vari significati del taglio t.

Il taglio t prolungato in avanti testimonia che il soggetto è dotato di focosità aggressiva, se oltre a ciò è uncinato verso il basso è proiezione di un’interruzione dello sfogo aggressivo e di occultamento del pensiero non manifesto,appunto per interruzione.

Il taglio t avanzato,curvo in alto e premuto è proiezione di un’ autoesaltazione a mano a mano che lo sfogo viene espletato.

Il taglio t avanzato ma sottile è indice di una focosità aggressiva espressa con una bassa intensità di voce, come se fosse affievolita da un qualche timore in atto.
A questo proposito vale la pena sottolineare che il taglio della t di spessore molto sottile in contrasto con la grossezza dell’asta è senza dubbio l’effetto di impaurimenti impressi al soggetto durante l’età evolutiva, per una pressione troppo marcata da parte dell’ambiente e/o da parte degli educatori a lui piu’ vicini.

Nel taglio t discendente e assottigliato è proiettata la paura e il bisogno di schermarsi dietro qualcosa mentre l’assottigliamento è l’ incapacità di dar adito alla focosità ancor prima di venire proferita e ciò per paura della persona a cui ci si rivolge; in ciò subentra uno stato depressivo e di frustrazione del soggetto stesso per il mancato espletamento della focosità stessa. Si potrà quindi dire che l’assottigliamento prova l’intimidazione anche un po’ angosciosa prodotta nello scrivente dalla pressione dell’ambiente su di lui.

Il taglio t con avviamento ad uncino o per meglio dire che inizia con un uncino rivolto verso il basso proietta la tendenza a cominciare la manifestazione focosa aggressiva con un abbozzo di difesa; se l’uncino iniziale è rivolto verso l’alto si ha già la tendenza a esprimere immediatamente la propria focosità.

Se il taglio della t è collocato con precisione al centro dell’ asta si ha una manifestazione di collera che è focosa se il taglio è lungo e pacata, timorosa ma pignolesca se è corto oppure tracciato con un semplice puntino.

Nel caso di doppie t, il collocamento di un taglio per ciascuna delle due aste è prova di intimidazione e di esigenze di rispetto di regole formali imposte al soggetto e piu’ o meno accettate dallo stresso.

Ecco in sintesi solo alcuni dei molti criteri per l’interpretazione del taglio t, ai fini della ricerca di cause traumatizzanti o stressanti operanti nei vari soggetti in età adolescenziale.