Visualizzazione post con etichetta Psicologia della Scrittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Psicologia della Scrittura. Mostra tutti i post

martedì 6 ottobre 2009

Segni di nascondimento e di difesa

In presenza di stati più o meno profondi di disagio, un soggetto solitamente tende a mettere in atto dei meccanismi di mascheramento e di difesa inconsci della propria personalità.

Vediamone allora i segni relativi.


Arcuata

Il tracciato delle m e delle n ad archi rallenta la scrittura e si suppone che dietro a tale istanza ci sia un' impellenza di natura dolorosa e ansiosa. Tale moto è senza dubbio di natura schermante, in quanto tra il soggetto scrivente e l'ambiente circostante c'è uno schermo protettivo inconscio, come protezione della propria personalità.


Ricci del nascondimento

Si tratta di tracciati che ritornano verso sinistra con velocità, nel tentativo di occultare le proprie idee.
Senza dubbio il soggetto prova un senso di insicurezza di fronte agli altri e quindi per difesa, manifesta il desiderio di nascondere i propri pensieri e le proprie azioni.


Ritornante

Si tratta di moti arretrativi che coinvolgono alcune lettere, in particolare m, n, u, i.
Tale segno evidenzia come esperienze dolorose che coinvolgono varie sfere della propria vita possano costituire una forma ansiosa di ritorno del pensiero su esperienze passate.


Margini

Considerando il fatto che il foglio rappresenta l'ambiente in cui ci muoviamo, la scrittura con ampi margini ci parla di un disagio che può portare all'isolamento o comunque a provare impaccio, timore e senso di smarrimento nei confronti degli altri e quindi una condizione di inferiorità che dà un senso di impotenza e di vergogna.


Aste assottigliate

L'assottigliamente delle aste è un segno di trasalimento associato alla sensazione di un pericolo grave ed imminente. Si tratta di una vulnerabilià interna che diventa costituzionale e che talvolta agisce in senso depressivo in soggetti ipersensibili. Secondo il Marchesan è legato ad uno stato ansioso della madre nel periodo della gestazione. Da non sottovalutare tuttvia il ruolo svolto da fattori ambientali ed esistenziali.


Aste rette e ritorte

L'asta retta o ritorta è fonte di irrigidimento o, addirittura, di una fuga della personalità dall'ambiente. Tale irrigidimento può verificarsi per una naturale introversione della persona stessa, per la presenza di complessi di inferiorità, ma anche per la necessità di difendere un proprio modo di essere che viene sentito non adeguato o non accettato dall 'ambiente. Si tratta per lo piu' di soggetti legati a forti norme di ordine morale.


Tagli t arretrati

L'arretramento del taglio t rispettto all'asta manifesta un desiderio di nascondimento. Spesso si manifesta in persone che hanno molte paure di vario tipo, spesso infondate, le quali bloccano le loro capacità decisionali, provocando talvolta la perdita di memoria in situazioni critiche.


Oscura

La non leggibilità della scrittura esprime un desiderio di occultare la propria personalità, per il timore di essere capito, di mettere a nudo la propria personalità.


Occhielli doppi

Si tratta di occhielli divisi in due parti, una inferiore più ampia ed una superiore ristretta.In tale segno è nascosto il desiderio di mostrare una personalità che non è la propria.

martedì 7 luglio 2009

Gli occhielli nella scrittura

I segni che riguardano gli occhielli sono molto importanti per la grafologia e la psicologia in generale, perché il loro significato tocca il centro nevralgico della personalità: l’Io.

Infatti nel cerchio l’Io vede proiettato se stesso in rapporto al mondo esterno.

L’occhiello è formato da una circonferenza (cerchio), che racchiude un’area, di conseguenza c’è una polarità tra la sua parte interna ed esterna.

In presenza di occhielli aperti la persona si apre agli altri, all’ambiente sociale: questo implica fiducia, slancio, volontà di vivere e quindi emozioni intensissime.
Un’ eccessiva intensità di occhielli aperti non è sopportabile per una persona comune: la sensibilità della persona è ai massimi livelli e ciò porta maggior dolore e amarezza per la cattiveria umana e per la bruttura. La persona è in balia delle onde. E’ il rovescio della medaglia. La valutazione del segno va fatta per conta degli occhielli con le aperture.

Le tendenze relative al segno sono: sensibilità per la bellezza in tutte le sue forme; fiducia e apertura verso l’ambiente esterno, intensa vita interiore.

Alcuni occhielli sono tracciati due o piu’ volte intorno a se stessi e ciò indica chiusura ermetica ed accentuata.

Gli angoli nella scrittura indicano sempre fastidio, dolore.

Gli occhielli angolosi in alto, cioè alla sommità, indicano tenacia ideologia, un blocco verso le opinioni altrui, solitamente quando un pensiero diverso contrasta con il nostro. Come in tutte le cose, entro un certo limite la tenacia è una tendenza sana, perché porta a conservare il patrimonio di esperienze positive della persona stessa mentre la sua esasperazione, cioè gli occhielli aguzzi in alto, porta all’ostinazione, che è una forma di orgoglio.

Gli occhielli curvi in alto o alla sommità indicano un’ eccessiva cedevolezza delle proprie opinioni e ciò comporta notevoli inconvenienti: la persona diventa succube delle varie stimolazioni esterne, quali ad esempio la pubblicità, manca di opinioni ben radicate, non può assumere cariche direttive perché manca di difese del proprio operato e non per ultimo, in età adulta potrebbe avere difficoltà nell’educare i figli.

Gli occhielli possono essere variamente angolosi quando una scrittura presenta una vasta gamma di occhielli di vario tipo, angolosi in basso , angolosi in alto, curvi e cosi’ via. Tale segno, molto positivo, indica duttilità mentale, quindi abilità nell’esaminare le opinioni degli altri, senza respingerle a priori perché diverse, giusta autocritica e autorettifica, ricredibilità in caso di sospetti concepiti a carico degli altri, credulità moderata e una buona difesa del proprio operato sul lavoro.

Gli occhielli angolosi in basso o alla base indica risentimento, tendenze colleriche e se in numero eccessivo, permalosità. E’ tipico delle persone che cercano lo scontro, reagiscono alle offese in modo esasperato, che si indignano per inezie.

Gli occhielli curvi in basso indicano il polo opposto della permalosità, portano l’individuo ad incassare le offese e le angherie senza reagire, temendo di turbare la propria tranquillità e incuranti di ristabilire un senso di giustizia.

Altri segni fanno capo agli occhielli in grafologia ed essi si rifanno al rapporto tra larghezza e l’altezza.

Nel modello calligrafico gli occhielli sono solitamente ovali.

Quando l’occhiello si presenta schiacciato in senso verticale o stretto di lettera si ha una deformazione che simboleggia un vuoto, la mancanza di interiorità e quindi relativa superficialità. La persona che presenta tale segno a livello intellettivo tenderà a formarsi una cultura enciclopedica, a conoscere molte cose ma nessuna veramente a fondo.

Quando la larghezza dell’occhiello è proporzionata all’altezza o larga di lettere siamo in presenza di una persona che tenderà a scavare per conoscere le cose in profondità.
In presenza di un giusto larga di lettera le tendenze del segno saranno obiettività, visione globale della realtà, vita interiore ben armonizzata in rapporto alla realtà esteriore, capacità di integrazione in qualsiasi ambiente.

In presenza di un eccesso di larga di lettere o dilatata avremo un eccesso di profondità, quindi immobilismo sia mentale che fisico.

Talvolta possiamo trovare degli occhielli doppi, cioè occhielli che al loro interno presentano un altro occhiello piu’ piccolo in alto a destra o a sinistra, che non supera i due terzi della grandezza dell’occhiello stesso. Alcuni autori attribuisconio a tal segno un significato esclusivamente negativo, di tendenza all’insincerità e all’ambiguità.
Diciamo piuttosto che esso porta la persona a cercare sempre il rovescio della medaglia,a equivocare su tutto, a vedere sempre i due lati opposti di una questione.
La negatività del segno sta proprio nel difetto o nell’eccesso. La mancanza del segno porta ad incapacità di cogliere le contrapposizioni insite nella realtà, poca diplomazia, come pure l’essere di parte.
Nella misura ottimale il segno diventa utile perché da alla persona una particolare attitudine a cogliere le contrapposizioni insite nelle idee, la capacità di difendersi dalle insidie verbali.

Se l’occhiello presenta al suo interno due occhielli piu’ piccoli, detti propriamente doppi occhielli doppi, secondo alcuni autori potrebbe essere sintomo di sfaldamento della personalità. Diciamo piuttosto che in esso è proiettata la tendenza a frapporre tra la propria idea e l’interlocutore, piu’ idee che servono da schermo, per occultare il proprio pensiero. Si riflette una doppia ambiguità che diventa cosi’ trainante per la persona stessa che fatica a distinguere il vero dal falso.

Gli occhielli a ruota, il cui tracciamento in senso orario porta ad un movimento ad arco, proietta una determinata forma ansiogena, un’ansia dissimulatrice cioè la finzione. Essa ha origine da una pressione educativa molto forte o comunque da una educazione mal tollerata.

Ecco in breve una panoramica dei vari segni riguardanti gli occhielli, quel “cerchio perfetto” simbolo di interiorità e profondità, che nel corso dell’automatizzazione della scrittura si evolve, portando alla luce un Io complesso e sempre diverso, a seconda della sua forma.

martedì 12 maggio 2009

La scrittura come proiezione della personalità

Il potere identificatorio delle parole, dei numeri e soprattutto della firma è universalmente riconosciuto da tutte le legislazioni, con ciò in sintesi viene riconosciuta la personalizzazione della scrittura. Ogni individuo ha quindi un proprio carattere, un proprio modo di essere, di comportarsi, di reagire ed è per questo che le differenze tra una scrittura e l’altra sono certamente simboli di differenza tra una persona ed l’altra.

L’uomo ha creato la scrittura come strumento di fissazione del proprio pensiero, imprimendovi spontaneamente una risposta psicologica, secondo le proprie leggi.
La scrittura è dunque un test del tutto involontario, spontaneo e naturale e ne evidenzia il carattere individuale, lo stile unico, personale e irripetibile di ogni persona.

La scrittura, anche quella dissimulata e/o contraffatta contiene sempre determinati segni grafici distintivi, cioè le connotazioni proprie di uno scrivente, cosi’ come lo sono la mimica, le impronte digitali, il modo di camminare, di gestire , di atteggiarsi.
Basti solo pensare al fatto che tutti impariamo a scrivere secondo un modello calligrafico piu’ o meno simile, ma poi nessuno scrive in modo uguale all’altro; questo avviene perché, nel riprodurre il modello che ci è stato insegnato a scuola, prima in maniera consapevole, poi automaticamente, ognuno dà una interpretazione personalissima del segno grafico e della sua collocazione nello spazio-foglio.

Le differenze stilistiche della scrittura sono già evidenti nel bambino di prima elementare. Si potrebbe inoltre aggiungere che ognuno di noi è in grado di riconoscere la propria scrittura e quella delle persone che conosce anche a distanza di tempo.
Proprio per questo si può avere un quadro completo della personalità dello scrivente, delle sue condizioni psiconervose, del suo stato mentale e fisico.

Sono individuabili i fattori intellettivi, le cause che inibiscono o limitano le realizzazioni della proprie possibilità, il funzionamento degli automatismi, dei processi mentali , della memoria, dell’attenzione e della concentrazione.

Attraverso l’analisi della scrittura si raccolgono dati riguardanti la vita affettiva, sessuale, i principi etici e morali; si scoprono gli atteggiamenti dell’Io verso se stesso e verso glia altri, l’ambiente, le tendenze che determinano i comportamenti di adattamento, di difesa, di paura , di aggressività.

La scrittura è pure proiezione dei vari conflitti, delle devianze, dell’equilibrio interiore; è inoltre possibile risalire all’ambiente familiare, ai metodi educativi che hanno generato le tendenze e i complessi disturbanti l’armonia e lo sviluppo naturale.

Campi di applicazione

L’analisi della scrittura viene adottata come test proiettivo in vari settori della vita sociale:

- ANALISI DI PERSONALITA’ : per una maggiore autoconoscenza, al fine di individuare capacità, necessità, interessi, per arrivare ad una maggiore autoconsapevolezza, per migliorare le proprie prestazioni e istaurare rapporti interpersonali soddisfacenti.

- COMPATIBILITA’ DI COPPIA : per la scelta del partner, con lo scopo di individuare le affinità e/o le compatibilità.

- ORIENTAMENTO PROFESSIONALE : per la scelta degli studi e della professione, al fine di evidenziare predisposizioni per favorire lo sviluppo delle proprie potenzialità, della realizzazione personale e dell’inserimento nel mondo del lavoro e della scuola.

- ASSUNZIONE DEL PERSONALE : per la valutazione delle posizioni di lavoro piu’ confacenti.

- CONOSCENZA PSICOLOGICA DEI RAGAZZI: nella scuola e in famiglia, per indagare le possibili cause di difficoltà e di disagio.

- IN CAMPO PERITALE E GIUDIZIARIO: per verificare l’autenticità di testamenti, scritti, firme o scoprire l’ autore di lettere anonime.

- NEL CAMPO DELLA PSICOTERAPIA E PSICOPATOLOGIA: come strumento psicodiagnostico.

venerdì 8 maggio 2009

Sindromi abbandoniche: alcuni segni grafici

L’analisi della scrittura all’inizio di una psicoterapia può fornire al terapeuta preziose indicazioni sul carattere, sui problemi, sul comportamento di un paziente, essendo un valido mezzo di approfondimento, che permette di portare alla luce delle problematiche di base che tarderebbero a emergere.

Ciò permettere al soggetto di risolvere piu’ velocemente tali problematiche e lavorare in maniera più mirata alla loro risoluzione.. L’analisi della scrittura infatti focalizza subito i problemi inerenti al paziente, evitando perdite di tempo e andando subito al nocciolo della questione.

Al paziente non interessa avere una perfetta diagnosi clinica che forse neppure capirebbe, essendo talvolta assai specialistica, quello che a lui importa è capire ciò che lo angoscia, lo tormenta, lo fa star male e di conseguenza sentire che le sue sofferenze sono riportate nell’ambito di esperienze umane comprensibili e analizzabili nella loro genesi e nei loro significati.

Senza dubbio, tra gli altri e tanti approcci, importante è evidenziare eventuali carenze affettive precoci che possono aver negativamente influenzato lo sviluppo-affettivo della personalità del soggetto, provocando tendenza alla depressione, ansia e sfiducia esistenziale.

Nell’individuazione di questi vissuti esistenziali prendiamo in esame soprattutto i segni SLEGATA, MOTO IMPERIOSO OCCULTO, ARCUATA, OCCHIELLI A RUOTA E/O DOPPI, CONTORTA.

Oltre ad indicare i contenuti psichici delle rispettive costellazioni psichiche, tali segni sono rivelatori di passate situazioni di disagio che si riflettono pure nel presente.

Il segno SLEGATA indica una situazione di grave situazione affettiva precoce dovuta o a mancanza di affetto o di sollecitudine da parte dei genitori o delle persone significative, o anche a episodi traumatici avvenuti nella primissima infanzia, come ad esempio ospedalizzazioni o ad un allontanamento dai genitori vissuto come violenza, e talvolta rinforzato da altri avvenimenti contingenti, ad esempio atteggiamenti troppo severi da parte di insegnanti o adulti autorevoli, delusioni da parte di coetanei e cosi’ via.

La scrittura SLEGATA rivela una profonda sfiducia esistenziale, un bisogno inappagato e incolmabile di affetto, un atteggiamento sostanzialmente egoistico, centrato piu’ nel prendere che nel dare per compensare le privazioni subite, un’insoddisfazione costante e l’incapacità di apprezzare fino in fondo quanto si riceve perché appare sempre non proporzionato ai propri bisogni.

Se poi il segno SLEGATA si accompagna, come spesso succede al segno DISCENDENTE, la sfiducia esistenziale e il pessimismo ne risultano molto accentuati. In definitiva il soggetto ha poca fiducia nelle proprie capacità e possibilità di cambiare e quindi negli altri.

Se la scrittura slegata è segno di sfiducia generalizzata e di endemica tendenza alla depressione, il MOTO IMPERIOSO OCCULTO definisce una situazione piu’ precisa e circoscritta di disagio, che si esprime in possessività nei confronti delle persone piu’ significative, per timore di perdere il loro affetto.


La depressione è quindi legata alla paura dell’abbandono affettivo, la cui sola possibilità provoca un’angoscia incontenibile, che rinnova la paura sperimentata nell’infanzia di perdere l’amore dei genitori.

La possessività può risultare piu’ o meno evidente dal comportamento poiché può essere piu’ o meno controllata; quella che non può essere dominata è invece l’angoscia di separazione, con i sensi di disperazione e di annientamento che porta in sé.

La SCRITTURA ARCUATA, gli OCCHIELLI A RUOTA e gli OCCHIELLI DOPPI indicano una precoce necessità di nascondere i propri sentimenti, una cautela ed un allarme eccessivi di fronte alle possibili reazioni degli altri, che denotano una mancanza di spontaneità dovuta al timore di vedere accolti negativamente i propri comportamenti.

E’ un segno che indica una situazione affettiva meno dolorosa dei precedenti, probabilmente perché corrisponde a situazioni di disagio posteriori nel tempo rispetto a quelle messe in luce dai segni visti precedentemente e quindi piu’ razionalizzabili, ma che comunque rimanda a carenze affettive, sia pure meno gravi.

La SCRITTURA CONTORTA indica un’ansia sempre viva, un bisogno di sicurezza che non è mai soddisfatto, timore, scetticismo e sfiducia di fronte a progetti di cambiamento di situazioni anche insoddisfacenti, perché al peggio non c’è limite.

L’ ipotesi di Marco Marchesan che quest’ansia di fondo sia dovuta a sofferenza neonatale ha senza dubbio dei fondamenti. Si potrebbe affermare che il segno CONTORTA ha anche origine da stati ansiosi della madre riguardante l’esito della propria gravidanza o del parto e/o dalle reali difficoltà che si sono presentate al momento del parto.








giovedì 7 maggio 2009

L' espressività del taglio "t"

Il taglio t nell’età puberale


Il taglio delle t rivela la focosità aggressiva dello scrivente come pure il senso della collocazione della propria persona nell’ambiente.

Si tratta di tratti caratteriologici che assumono il loro aspetto quasi definitivo nella preadolescenza e nell’adolescenza, quando il soggetto, superata la fase di adattamento delle elementari, e proiettato nell’insegnamento delle medie, esamina criticamente quanto gli è stato insegnato secondo i propri criteri.
Tale operazione automatica ed istintiva si verifica in un lasso di tempo di alcuni mesi. Il ragazzo procede facendo proprio il tracciamento di alcune lettere, specialmente le maiuscole e operando inconsciamente scelte di gusti, che andranno cosi’ ad evidenziare aspetti del proprio carattere e della propria intelligenza.

La grafia delle lettere obbedisce invece a criteri pratici e consapevoli di scelta personale. Il ragazzo dunque, avendo già acquisito una certa maturità, ha bisogno di stabilizzare il senso del proprio io per realizzare un rapporto giusto ed equilibrato con l’ambiente che lo circonda, quindi “solidificarsi” nel proprio ambiente.

I tagli delle t, essendo linee orizzontali, sono simbolicamente l’ espressione sia del proprio valore intellettuale che dei propri mezzi aggressivi che gli serviranno, da un lato per affermare i propri valori intellettuali nella propria realtà e dall’altro, per imprimere o al caso imporre con una certa forza la propria volontà.
Non è detto che tali capacità siano sempre inversamente proporzionali l’una all’altra. Può accadere ad esempio che il senso di positività del proprio valore e la propria capacità di pressione sull’ambiente siano presenti in soggetti non dotati di grande profondità o comunque di valori positivi.
E’ chiaro che l’adolescente provi una certa difficoltà ad imporsi nella propria realtà e quindi si senta impacciato nel tirar fuori “le unghie” ed affermare la propria aggressività. Ne deriva, per un processo naturale, che all’inizio i tagli t non avranno la loro massima espansione ma saranno comunque espressione di un valore interiore.

L’ espressività del taglio t è multiforme e dalle mille combinazioni.

Il taglio delle t può essere di equal spessore delle aste della scrittura in generale, o piu’ sottile, può essere posto in alto, in basso, dietro l’asta o davanti l’asta, in forma dinamica o lenta, può avere un avviamento iniziale ad uncino o terminare con un uncino verso il basso o verso l’alto, può essere arretrato, ascendente, discendente, sopraelevato o basso, può combinare il collegamento con la base dell’asta, può formare un’asola dietro l’asta e cosi’ via, fino ad arrivare a forme imprevedibili.

Vediamo ora alcuni dei vari significati del taglio t.

Il taglio t prolungato in avanti testimonia che il soggetto è dotato di focosità aggressiva, se oltre a ciò è uncinato verso il basso è proiezione di un’interruzione dello sfogo aggressivo e di occultamento del pensiero non manifesto,appunto per interruzione.

Il taglio t avanzato,curvo in alto e premuto è proiezione di un’ autoesaltazione a mano a mano che lo sfogo viene espletato.

Il taglio t avanzato ma sottile è indice di una focosità aggressiva espressa con una bassa intensità di voce, come se fosse affievolita da un qualche timore in atto.
A questo proposito vale la pena sottolineare che il taglio della t di spessore molto sottile in contrasto con la grossezza dell’asta è senza dubbio l’effetto di impaurimenti impressi al soggetto durante l’età evolutiva, per una pressione troppo marcata da parte dell’ambiente e/o da parte degli educatori a lui piu’ vicini.

Nel taglio t discendente e assottigliato è proiettata la paura e il bisogno di schermarsi dietro qualcosa mentre l’assottigliamento è l’ incapacità di dar adito alla focosità ancor prima di venire proferita e ciò per paura della persona a cui ci si rivolge; in ciò subentra uno stato depressivo e di frustrazione del soggetto stesso per il mancato espletamento della focosità stessa. Si potrà quindi dire che l’assottigliamento prova l’intimidazione anche un po’ angosciosa prodotta nello scrivente dalla pressione dell’ambiente su di lui.

Il taglio t con avviamento ad uncino o per meglio dire che inizia con un uncino rivolto verso il basso proietta la tendenza a cominciare la manifestazione focosa aggressiva con un abbozzo di difesa; se l’uncino iniziale è rivolto verso l’alto si ha già la tendenza a esprimere immediatamente la propria focosità.

Se il taglio della t è collocato con precisione al centro dell’ asta si ha una manifestazione di collera che è focosa se il taglio è lungo e pacata, timorosa ma pignolesca se è corto oppure tracciato con un semplice puntino.

Nel caso di doppie t, il collocamento di un taglio per ciascuna delle due aste è prova di intimidazione e di esigenze di rispetto di regole formali imposte al soggetto e piu’ o meno accettate dallo stresso.

Ecco in sintesi solo alcuni dei molti criteri per l’interpretazione del taglio t, ai fini della ricerca di cause traumatizzanti o stressanti operanti nei vari soggetti in età adolescenziale.







lunedì 27 aprile 2009

Simbologia della scrittura: Ipotesi sul Riccio della Cerimoniosità

Fermo restando le origini greche dell’alfabeto latino, la lettera “C” è presente nell’alfabeto latino in quanto derivante dal falisco, che fra i dialetti italici di origine indoeuropea è quello piu’ vicino al latino. Presente sia nel falisco che nel sudpiceno, ma non nell’osco–umbro, la lettera “C” aveva una forma angolosa del tipo “<”, ben lontana dal curvilineo dei tempi d’oggi. L’ideogramma originario ricorderebbe un cuneo, la punta di una freccia, comunque un penetratore, o forse un arco teso sul punto di scoccare. E’ probabile che il suono “Ch”, pronunciato forte e tronco di vocale successiva, sia onomatopeico della gestalt della lettera, ovvero che la forma del tracciato della “<” richiami alla memoria il suono di una freccia che si conficca in un bersaglio o il suono emesso da una primitiva amigdala, usata per difendersi, ma sovente per attaccare, ferire, uccidere.


Ed è proprio l’associazione protoitalica della lettera latina “<” ad una punta, a far sì che il concetto di punta si ritrovi in molte parole italiane di etimo latino. E’ il caso delle parole “c-olle”, “c-ono”, “c-uneo”, addirittura della parola “a-c-ne”, o del latino “c-ulix”, ovvero la zanzara che, penetrando con il suo ago nei vasi sanguigni, li vasodilata per meglio pompare il sangue.


A livello simbolico è altrettanto probabile che tutta la violenza insita nel conficcare un cuneo o nel far penetrare una freccia siano rimasti sepolti in una sorta di memoria antropologica o inconscio collettivo, richiamati inconsciamente nell’atto dello scrivere dalla forma della lettera “C”. Pertanto se, nella scrittura, la dimensione del calibro delle “O” è riconducibile al grado di percezione dell’io, a parere dello scrivente, eventuali spigolosità nella forma di una “C” piu’ tonda o di una “<” piu’ aguzza, possono essere reminiscenze di un’aggressività primordiale, e proprio perché primordiale, parte costituente di un io arcaico, piu’ difficilmente tenibile a freno.


Una ”C” nuda, senza paraffe nè avviamenti, è comunque testimone del rilascio di tale aggressività primordiale tramite l’atto liberatorio della deposizione della lettera sul foglio. Il problema sussiste, quando invece la lettera è tracciata dopo un atto preparatorio di avviamento, un riccio, che quanto piu’ e’ lungo, tanto piu’ camuffa la lettera, una sorta di arzigogolato, se pur inconscio, tentativo di prender tempo prima di affondare la lama a tergo della vittima interlocutrice.


Il riccio della cerimoniosità, nella spirale che precede il tracciamento della lettera, è, a parere dello scrivente, nient’altro che un tentativo d’ipnosi tanto iterativo quanto piu’ la spirale si avvolge su se stessa, una sorta di mortale abbraccio del pitone mentre avvolge la sua preda prima di soffocarla.


V. Palmieri

mercoledì 15 aprile 2009

Il referto grafologico



Forse è capitato pure a Voi di trovarvi di fronte ad un referto grafologico e non sapere come procedere o almeno avere una vaga idea ma molte incertezze, sempre che non siate esperti o super esperti.
Oltre a ciò, la Psicologia della Scrittura del Prof. Marco Marchesan, decretando la supremazia delle misurazioni di ben oltre 300 segni, che beninteso mettono d’accordo tutti nella loro scientificità, non certo facilita il tutto per poter dare, quando e se richiesto, un referto veloce e dinamico, visto e considerato che la nostra società e le relative richieste sono sempre piu’ “demanding” da questo punto di vista.

Armiamoci dunque di una buona lente di ingrandimento ed esaminiamo con gli occhi, e non solo, tutto lo scritto, ricordando che la scrittura ci parla. Esaminiamo l’interezza dello scritto, osservandone il tracciato senza esprimere giudizi frettolosi.

1/. ROBUSTA, UGUALE, ESTETICA ed ACCURATA.

Ora procediamo a valutare questi primi quattro segni che ci riportano all’ ORGANIZZAZIONE DEI PROCESSI AUTOMATICI.
ROBUSTA e SNERVATA non sono segni compensativi l’uno rispetto all’altro in quanto si potrebbe avere 100 centigradi del segno “robusta” e “2” o “3” centigradi del segno “snervata”.
Procediamo nel nostro percorso verificando il segno UGUALE che è relativamente facile da individuare. A questo proposito è significativo evidenziare pure il segno DISORDINATA, che è l’ opposto di UGUALE, frequente negli adolescenti in quanto stanno fissando la loro personalità ma auspicabile non trovare negli adulti. Tale segno si rifà ad un disordine mentale.

Ci sono tuttavia vari gradi di disordinata; se il segno DISORDINATA si trova in un contesto di segni quali “ snervata”, ”slegata”, ”accorciata”, ”ritornante” e “stretta tra parole” viene meno il contatto con la realtà. Se d’altro canto, il segno DISORDINATA si instaura in un contesto di “legata”, divaricata”, “radicata” e “ larga tra parole”, esso allora perde molto della sua sgangheratezza. Infatti RADICATA è il segno di colui che ha i piedi per terra, che ha lucidità ed è il segno del poi se accompagnato da “LARGA TRA PAROLE”.
Inoltre e per finire potremmo evidenziare che i segni DISORDINATA + ESTETICA si trovano spesso negli artisti; si tratta della capacità di vedere in modo strano ed originale la realtà. Chi ha tal segno si crede eccentrico, diverso dagli altri, con una marcia in piu’; si tratta di soggetti proiettivi, con tratti paranoidi; tendono infatti a sbattere sugli altri ciò che non vogliono vedere su se stessi.

ESTETICA è un segno molto difficile da valutare, complesso e suddiviso in molte corolle. Una volta definito questo segno si è definito circa l’ ottanta per cento della personalità di un individuo.
L’ESTETICA ci parla dell’armonia di un soggetto, del suo stato di benessere ed integrità psicofisica. Esso va rapportato all’età del soggetto, al grado di studio. Il segno “SNERVATA” e “DISORDINATA” diminuiscono il valore di estetica , la privano di qualcosa.
Naturalmente tra l’ESTETICA e L’ANTIESTETICA, c’è tutta una gamma intermedia di scritture.
L’idea generale di questi quattro segni ci fa partire con il piede destro nella valutazione della personalità di un soggetto.

2/. GRANDEZZA, PRESSIONE, FLUIDITA’ E LARGHEZZE

E’ necessario mixare questi quattro segni per avere un’idea delle dimensioni dell’IO.
Le scritture possono essere molto grandi, grandi, medie, piccole e molto piccole come sottolinea la grafologia tedesca oppure se ci riferiamo alla grafologia morettina, sopra la media, nella media e sotto la media. Al di là di tali suddivisioni la GRANDEZZA della scrittura ci dà la dimensione del Sé.

Se ad esempio una scrittura è “media” con segni di snervatezza, ciò implica che il soggetto vorrebbe fare ma non può; ha una distonia nell’IO, una fase di autoesaltazione che non è supportata adeguatamente ed il quadro è peggiorato se manca il segno RADICATA.
La PRESSIONE ci dà la nostra capacità assertiva cioè l’incisività.
La FLUIDITA’ è il vero dato autentico dell’autostima.
Le TRE LARGHEZZE (ovvero INTERLETTERA, SPAZIO TRA PAROLE, LARGA/STRETTA DI LETTERE ) vanno sempre relazionate tra di loro in quanto proiettano l’omeostasi del soggetto nella realtà in cui esso vive, a livello razionale.
L’INTERLETTERA ovvero lo spazio tra lettere di una stessa parola è il distacco da sé e dipende dall’età del soggetto. Un’ INTERLETTERA LARGA si matura solo in età matura, quando abbiamo maturato il “ me” cioè quando il soggetto si è piu’ o meno realizzato, quando ad esempio si ha un lavoro che ci gratifica, una relazione affettiva soddisfacente, quando si è raggiunto un certo equilibrio e allora e solo allora possiamo dare, possiamo permettermi di aprirci agli altri.
Ricordiamo che per sua natura l’INTERLETTERA STRETTA ha in sé tratti di schizoidismo.
Nella FLUIDITA’ interagiscono tutte e tre le tendenze delle LARGHEZZE, una tendenza generale all’estroversione, cioè da me verso l’altro, in un gesto centrifugo.

3/. LEGATA, SCATTANTE, DIVARICATA e CONTORTA

Questi quattro segni si svolgono sul piano dell’ orizzontalità, nel corpo centrale e riguardano le capacità associative e quindi la memoria.
Il segno SCATTANTE ci dà buone capacità associative ad agisce in senso verticale mentre il segno “ DIVARICATA” ci proietta nel gesto estroversivo e si espande in orizzontale. E’ il segno del leader, di colui che guida.
Ricordiamo inoltre che il segno opposto a CONTORTA è PARALLELA.

Il segno CONTORTA è la capacità di indagare, di ricercare elementi diversi, racchiude in sé la curiosità che ci dà la spinta per verificare.

4/. PARCA , CHIARA

Il segno PARCA ci parla da un punto di vista qualitativo, il soggetto arriva al dunque, non si perde per strada.
In opposizione a PARCA troviamo il segno RICCIUTA, un segno non certo secondario nell’intelligenza. Una scrittura troppo parca o qualsivoglia dire troppo asciutta indica rigidità, essenzialità. Il background relativo a tale scrittura presuppone l’aver avuto dei genitori troppo rigidi.

5/. ANTIMODELLO,VARIABILE, INGEGNOSA, MOVIMENTATA

Questi quattro segni sono i segni della creatività.
Chi ha il segno VARIABILE è un soggetto capace di fissare cose molto diverse e quindi di dare delle soluzioni diverse a seconda del contesto e del contenuto. E’ colui che ha il piacere al cambiamento e per questo piu’ portato al tradimento. Moretti chiamava questo segno “ Diseguale Metodico”.

MOVIMENTATA è un segno raro; esso racchiude un forte SCATTANTE, un profondo dinamismo che investe l’ambiente circostante, sovraccaricando gli altri , diciamo pure un eccesso di creatività.


6/. CONTORTA, OSCILLANTE, OCCHIELLI VARIAMENTE ANGOLOSI

Questi quattro segni sono i segni dell’intelligenza sociale.
Il segno CONTORTA ci dà la curiosità, la capacità di ricercare, la vigilanza; il segno OSCILLANTE è la comprensione di chi si ha davanti nel bene e nel male ed infine OCCHIELLI VARIAMENTE ANGOLOSI, segno per eccellenza di chi ha una marcia in piu’, di chi ha il 4x4, di chi amortizza, di chi non si lascia influenzare.
Ricordiamo che l’intelligenza sociale viene prima dell’intelligenza creativa.

7/. FILETTI SOTTILI, OSCILLANTE, OCCHIELLI SCOPERTI

Questi quattro segni focalizzano l’intelligenza emotiva.
I FILETTI SOTTILI ci danno la capacità di cogliere e leggere le emozioni altrui ed in essi si racchiude un gesto estroversivo; l’OSCILLANTE è la comprensione e gli OCCHIELLI SCOPERTI sono la capacità di entrare in sintonia con l’altro, ci si riveste delle emozioni altrui. E’ bene sottolineare a tal proposito che l’occhiello chiuso non è recettivo e quindi ciò che investe la persona scivola via facilmente.
Una scrittura con filetti sottili, aste assottigliate ed estetica promuove un eccesso di acuminosità.

Spero di esservi stata utile.