La sola conoscenza della propria ferita non certo aiuta a guarire, tuttavia è necessaria, in quanto la sofferenza rende più consapevoli e induce alla ricerca della crisi che ci libererà da essa.
I non amati hanno un rapporto ambiguo con gli emarginati dalla società, in quanto sono loro stessi degli emarginati.
L'amore per gli emarginati è il presupposto dell'amore per se stessi che manca ai non amati.
La certezza di essere amato non per ciò che si è ma per ragioni fortuite perseguita il non amato per tutta la vita.
Essi ben sanno che l'amore precocemente negato è perduto per sempre, eppure continuano a lottare per conquistarlo..ferocemente, tenacemente.
Osservando infatti da vicino le manovre di adulti che da bambini non sono stati abbastanza amati si può constatare che sorprendentemente sono proprio loro stessi a fare tutto il possibile per essere respinti dagli altri.
Gli adulti che sono stati bambini non amati non dovrebbero più permettere ai loro genitori di respingerli, ma dovrebbero compiere il primo passo verso l' indipendenza..di loro propria iniziativa.
Oltre a ciò, i bambini non amati dovrebbero imparare dagli altri, anche da chi è loro ostile, tutto è loro necessario.
Per superare tale trauma della carenza d'amore nell'infanzia bisogna dare spazio alla fantasia che manca. Importante ad esempio è il gioco, la terapia come gioco.
Parliamo dunque del coraggio di lasciare chi non ci ama, rivolgendoci piuttosto con amore al non amato che è in noi.
La solidarietà con il mondo attiva l'energia vitale. Lo sviluppo di un individuo implica anche l'adattamento alle norme e alle tradizioni; se questo non avviene si manifestano sintomi di abbandono simili a quelli di chi tende ad adeguarsi troppo e/o ad amarsi troppo poco.
Poichè la storia dei non amati è proprio la storia di un iperadattamento a tutti gli effetti!!!
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martedì 18 maggio 2010
martedì 4 maggio 2010
Gli spazi bianchi, i nostri tabù !
Il foglio rapprensenta l'ambiente in cui ci muoviamo e ognuno di noi quando scrive lascia degli spazi bianchi, più o meno evidenti, che possono variare in intensità e in quantità.
Legato a tutto ciò c'è un simbolismo, un' aiuto preso dalla psicanalisi, che va capito e non sottovalutato nell'analisi di una scrittura.
Gli spazi bianchi nel foglio rappresentano i nostri tabù.
Il bianco, simbolo dell'ambiente e dell' inconscio è un' appello ed un' attesa, un' apertura verso il possibile.
Il nero ha invece un doppio significato, a seconda che esso si intenda la parte del foglio scritta, in cui lo scrivente agisce, oppure il vero e proprio colore del tratto lasciato dalla penna, cioè le varie sfumature ad essere significative.
Qualunque sia il colore del tratto, l'equilibrio tra le parti scritte e quelle non scritte è essenziale per l' equilibrio della personalità e quando gli uni o gli altri occupano più di tre quarti del foglio, vuol dire che lo scrivente mette in atto potenti meccanismi di difesa.
Quando ci sono troppi spazi bianchi la persona si isola dal mondo, diventando preda dei propri fantasmi e delle proprie malinconie, si dice che tra le righe si aprono canali che lacerano la tela della scrittura.
Il bianco è la manifestazione del nostro inconscio....
Legato a tutto ciò c'è un simbolismo, un' aiuto preso dalla psicanalisi, che va capito e non sottovalutato nell'analisi di una scrittura.
Gli spazi bianchi nel foglio rappresentano i nostri tabù.
Il bianco, simbolo dell'ambiente e dell' inconscio è un' appello ed un' attesa, un' apertura verso il possibile.
Il nero ha invece un doppio significato, a seconda che esso si intenda la parte del foglio scritta, in cui lo scrivente agisce, oppure il vero e proprio colore del tratto lasciato dalla penna, cioè le varie sfumature ad essere significative.
Qualunque sia il colore del tratto, l'equilibrio tra le parti scritte e quelle non scritte è essenziale per l' equilibrio della personalità e quando gli uni o gli altri occupano più di tre quarti del foglio, vuol dire che lo scrivente mette in atto potenti meccanismi di difesa.
Quando ci sono troppi spazi bianchi la persona si isola dal mondo, diventando preda dei propri fantasmi e delle proprie malinconie, si dice che tra le righe si aprono canali che lacerano la tela della scrittura.
Il bianco è la manifestazione del nostro inconscio....
martedì 27 aprile 2010
Le nostre mappe del mondo....sono solo paradigmi mentali!
Le mappe sono i nostri paradigmi mentali, sono il nostro modo di concepire il mondo ed in base ad esse noi ci muoviamo.
Tutti abbiamo in mente una mappa...l'essere umano necessita di mappe per vivere e nel corso della vita ne utilizziamo molte.
La cosa più importante è capire che tipo di mappe utilizziamo per capire meglio noi stessi e gli altri.
Le mappe servono per avvicinarci ad un deteminato obiettivo ma non sono certamente perfette poichè le cose non andranno mai esattamente come ci dicono le nostre mappe...esse non considerano gli imprevisti !!!!!
Le persone che nella vita hanno mappe rigide preferiscono addirittura cambiare un essere umano piuttosto che cambiare la mappa del proprio mondo.
Per cambiare una mappa devono cambiare i loro paradigmi, le loro credenze, le loro convinzioni!
Che cos'è più facile, cambiare una mappa o un essere umano?
Allora perchè talvolta preferiamo cambiare un essere umano piuttosto che la nostra mappa del mondo ?
Che cos'è più importante per voi, aver ragione o ad esempio perdere il partner o un'amicizia ..oppure conservare il partner e non aver ragione?
Per giungere ad una conclusione dobbiamo sommare le mappe di tutti.
Capire che esistono altri punti di vista e tenerli in considerazione.......questa è intelligenza.
Ci sono differenti mappe religiose, a seconda della religione in cui crediamo ... è impressionante come possiamo vedere, udire e percepire solo quello in cui crediamo; ci sono poi mappe culturali e poi mappe familiari diverse ........vi siete accorti che ogni famiglia ha una mappa di come deve essere la famiglia stessa?
Sono solo e solamente semplici mappe, modi di percepire diversi!
Il capirle ci facilita la comuinicazione con gli altri.
Tutti abbiamo in mente una mappa...l'essere umano necessita di mappe per vivere e nel corso della vita ne utilizziamo molte.
La cosa più importante è capire che tipo di mappe utilizziamo per capire meglio noi stessi e gli altri.
Le mappe servono per avvicinarci ad un deteminato obiettivo ma non sono certamente perfette poichè le cose non andranno mai esattamente come ci dicono le nostre mappe...esse non considerano gli imprevisti !!!!!
Le persone che nella vita hanno mappe rigide preferiscono addirittura cambiare un essere umano piuttosto che cambiare la mappa del proprio mondo.
Per cambiare una mappa devono cambiare i loro paradigmi, le loro credenze, le loro convinzioni!
Che cos'è più facile, cambiare una mappa o un essere umano?
Allora perchè talvolta preferiamo cambiare un essere umano piuttosto che la nostra mappa del mondo ?
Che cos'è più importante per voi, aver ragione o ad esempio perdere il partner o un'amicizia ..oppure conservare il partner e non aver ragione?
Per giungere ad una conclusione dobbiamo sommare le mappe di tutti.
Capire che esistono altri punti di vista e tenerli in considerazione.......questa è intelligenza.
Ci sono differenti mappe religiose, a seconda della religione in cui crediamo ... è impressionante come possiamo vedere, udire e percepire solo quello in cui crediamo; ci sono poi mappe culturali e poi mappe familiari diverse ........vi siete accorti che ogni famiglia ha una mappa di come deve essere la famiglia stessa?
Sono solo e solamente semplici mappe, modi di percepire diversi!
Il capirle ci facilita la comuinicazione con gli altri.
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