mercoledì 2 settembre 2009

E tu, hai deciso chi vuoi essere?


Vuoi veramente cambiare la tua vita e allora devi iniziare a migliorare da questo momento … metti la quinta e lanciati !

Non aspettare domani, non serve attendere tempi migliori, serve solo il tuo impegno e tanta tanta pratica… Devi diventare allenatore di te stesso e spingenti oltre, permetterti ciò che fino ad ora non ti sei permesso, uscire dalla tua zona di comfort e solo cosi’ potrai sperimentare il nuovo e impiantare l’embrione del cambiamento.

Tra i bisogni umani cerchiamo innanzitutto di soddisfare il bisogno della certezza, per poterci sentire certi e confidenti in noi stessi ma d’altro lato ricerchiamo pure il bisogno dell’incertezza poiché necessitiamo di variabilità per non cadere nella noia.

E’ giunto quindi il momento di decidere perché solo nel momento della decisione mettiamo in moto quei meccanismi che ci permettono di dirigere la nostra vita in una determinata direzione piuttosto che in un’altra.

E allora, dove sta il problema ?

Semplicemente non sappiamo decidere, o meglio, non siamo abituati a decidere, procrastiniamo le nostre decisioni continuamente, eternamente o le affidiamo agli altri!

Decidi chi vuoi essere, solo cosi’ potrai dare una svolta alla tua vita.

Molti sanno ciò che non vogliono ma non ciò che vogliono. Solo chi decide ottiene risultati.
Siamo stati tutti creati allo stesso modo, con le stesse potenzialità ma a noi è affidata la bacchetta magica per decidere se diventare persone di successo, senza porci limitazioni di alcun tipo.


Le decisioni portano ad azioni, le azioni a risultati, positivi o negativi, la vera e unica strada per poter indirizzare la vostra vita .

I fallimenti non esistono, esistono solo risultati.


E allora, DECIDETE COME DEVE ESSERE LA VOSTRA VITA!

martedì 1 settembre 2009

Tabù: gli spazi bianchi del foglio sono gli spazi bianchi che hai paura di occupare?


Nel lavoro di analisi di uno scritto si dovrebbe sempre iniziare con una osservazione globale dello scritto, in modo da prendere coscienza tramite il nostro Intuito della realtà che effettivamente ci appare. Solo in un secondo momento l’attenzione ne valuterà e interpreterà il tutto razionalmente.

Per la grafologia il foglio rappresenta l’ambiente in cui si agisce e colui che si accinge a scrivere inquadra il suo scritto in tante maniere e nel modo che crede opportuno.

Potremmo avere scritture dal margine sinistro crescente o descrescente, dallo spazio tra lettere o interlettera largo, stretto o giusto e cosi’ via.

La sperimentazione pratica, che è poi la base su cui poggia la grafologia, ci dice che chi scrive lasciando poco spazio tra le varie lettere tende al rigore intellettuale, ad essere parsimonioso e concentrato su se stesso. Al contrario chi ha un interlettera larga tende a spendere, è benevolo, accomodante ed indulgente, sa parlare ed ascoltare.

Lo spazio tra lettere giusto o interlettera giusta è legato al senso di giustizia, di obiettività, alla saggia amministrazione delle proprie cose, alla capacità di ascoltare gli altri, alla comprensione delle ragioni altrui.

Lo spazio bianco tra parole rappresenta il momento di riflessione dell’attenzione verso l’interno, un momento di introspezione per tradurre il nostro pensiero in parole e frasi scritte.

Quando fra una parola e l’altra c’è poco spazio o la distanza è nulla, detto anche stretta tra parole, ciò significa scarsa capacità di riflessione sul nostro pensiero o per meglio dire impulsività e ipocritica.

Uno spazio tra parole eccessivo o larga tra parole indica perplessità, eccessivo controllo sul proprio pensiero e quindi molta autocritica. Si tenga presente che la scrittura veloce indica velocità di pensiero e perciò meno bisogno di spazio.

Un giusto spazio tra parole indica obiettività, prudenza, critica costruttiva, scetticismo, capacità scientifiche, amministrazione oculata.

Lo spazio tra righi o ( righe) ci dà importanti informazioni sulla psicologia della persona, che si ricollega ad una sfera personale , intima. E’ l’istinto che ci porta a distanziare i righi uno dall’altro, cosi’ come quando una persona si avvicina troppo a noi e sentendoci a disagio, tendiamo immediatamente a ristabilire la nostra personale distanza.

Una notevole distanza tra righi porta a schifiltosità, xenofobia, selettività nelle amicizie; al contrario, poca distanza tra righi, porta a facilità nei contatti con le persone, facile promiscuità, confusione tra sacro e profano.

D’altra parte anche una mancanza totale di schifiltosità porta la persona ad adattarsi alla sporcizia con danno o pericolo per la propria salute.

Uno spazio tra righi variato porta ad una schifiltosità moderata, precisione concettuale, facilità di approccio con le persone dell’ altro sesso, pulizia della propria persona senza cadere negli eccessi.

mercoledì 5 agosto 2009

La scelta del partner nella coppia

La scelta del partner per ogni individuo è influenzata da molteplici elementi di carattere individuale, familiare, socio-culturale, economico, etico, morale e religioso. Parliamo suvvia di quelle affinità elettive che il caro Goethe amava definire “una sottile affinità chimica in virtu’ della quale le passioni si attirano e si respingono, s’associano, si neutralizzano e poi si separano e ricompongono un’altra volta”.

Nella scelta del partner entrano in gioco sia il contesto sociale in cui l’individuo è inserito, che la struttura della società e le misure di controllo da essa adottate. Oltre a ciò differenze culturali interagiscono nella nascita di una coppia, quali un partner imposto dal nucleo familiare, basti pensare alla cultura indiana, o l’unione con consanguinei , tipico di alcune tribu’ africane e non ultimo la scelta apparentemente libera, ma in realtà condizionata, da norme sociali che proibiscono ad un individuo di sottrarsi al proprio ambiente sociale, culturale e professionale.
Tali norme, trasmesse attraverso regole di comunicazione e giochi relazionali, comportano un comune sistema di valori che crea un reciproco condizionamento verso un percorso decisionale condiviso.
La nascita di una coppia è anche condizionata dal modello familiare, la cui maggiore o minore influenza dipende dal livello di differenziazione che un individuo ha raggiunto rispetto alla propria famiglia d’origine.

Oltre a ciò, non possono essere sottovalutati importanti fattori psicologici individuali che intervengono in tale scelta e che si strutturano nell’infanzia, condizionando le modalità di relazione ed il comportamento in età adulta. Ecco allora che la scelta dell’oggetto d’amore potrà avvenire per appoggio, secondo il modello delle originarie relazioni genitoriali oppure per traslazione, operando una scelta per analogia o per esogamia, scegliendo un partner completamente diverso dall’imago genitoriale.

Nell’incontro di due individui, “l’incontro umano è per prima cosa empatia degli inconsci“ come sostiene Dacquino, ma l’attrazione reciproca scatta prevalentemente per un interesse corporeo su cui si innescano componenti emotive e relazionali ben definite.
L’attrazione dà l’avvio al gioco della seduzione tra colui che la esercita e colui che la subisce ed in tale rapporto entrano in gioco tutti i sensi e l’intera corporeità: la mimica, la voce, la gestualità, la postura.

Il linguaggio gestuale predomina su quello verbale, la donna tende a privilegiare la percezione uditiva mentre l’uomo i canali visivi e olfattivi per inviare e percepire segnali che rievocano emozioni intense, legate a vissuti relativi al proprio rapporto corporeo bambino-madre.
Il potere seduttivo è quindi frutto di un fusione tra elementi estetici e psichici che rientrano nell’immaginario collettivo; è una dote che ciascun individuo acquisisce integrando le proprie qualità consce ed inconsce.

Note sull'autore
Emanuela Benvegnu' Analista della Scrittura, specializzata in Psicologia della Scrittura e del Disegno, Master in PNL e in Ipnosi Ericksoninana. http://eulalia1122001.blogspot.com/
Profilo autore:
emanuela

http://www.article-marketing.eu/salute-e-benessere/medicina/la-scelta-del-partner-nella-coppia.html