venerdì 30 gennaio 2015

OGGI 30/01/15
CONFERENZA DI TAROLOGIA JUNGHIANA

PRESSO LO SCRIGNO DEL BENESSERE
SAN BRUSON DI DOLO

ORE 20:30

FB EMANUELA PALMIERI 

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=789769081115821&set=a.465694386856627.1073741824.100002482102738&type=1

giovedì 8 gennaio 2015

Per consulti privati e on line .... prego contattatemi al 3397622795
FB Emanuela Palmieri

lunedì 30 giugno 2014

Carissimi,

Il 19 e 20 luglio 2014 sarò a Cosenza e terrò il  corso di Grafologia Base e di Tarologia Junghiana e sarò a disposizione per  consulenze private.

Se volete e desiderate esserci, Vi prego di contattare il Centro di Formazione ENTHEOS
http://www.entheosinternational.com/course/tarologia-junghiana o di contattarmi al cellulare 3397622795.

Un abbraccio profumato a  Voi tutti.

Emanuela 


martedì 18 febbraio 2014

Carissimi amici, 

AL MOMENTO non sono più in grado di seguire il blog attivamente in quanto sono troppe le richieste di analisi della scrittura e non riesco a farle combaciare con le consulenze che faccio privatamente e le conferenze che tengo ....PURTROPPO!

Se ce la fate, perché non  venite a trovarmi personalmente ...io ricevo di pomeriggio vicino  Padova...la consulenza é A OFFERTA LIBERA !

Che ne dite? 

Sono sempre al Vs servizio!

Potete contattarmi al cell. 3397622795 o Via Skype 

Un abbraccio con le ali 

Emanuela 

mercoledì 23 ottobre 2013

IL POTERE CREATIVO DELL'INCOSCIENTE

Goethe affermava che la scoperta e le idee che fruttificano in noi non possono essere considerate proprietà personali di nessuno poiché stanno aldilà di qualunque potere terreno. 

Tali "piogge" sono come doni ispirati dall'alto e che come tali   devono essere recepiti con rispetto e accolti con ringraziamento. 

Egli inoltre sollecitava  che queste ispirazioni fossero realizzate con grande  spirito creativo, che con la sua forza superiore dirompente, si plasma con gli individui che osano chiedere ! 

Ogni giorno possiamo inventare la nostra divinità!


venerdì 27 settembre 2013

Che dire ad una persona scoraggiata?


I grandi tormenti influenzano solo la superficie dell'oceano. 

Perdere una battaglia non é perdere la  guerra. 


Non ci sono problemi  ci sono  solo difficoltà.

martedì 18 giugno 2013

La fede e gli ostacoli

La fede e gli ostacoli 


"E 'chiaro che senza la fede non si potrebbe uscire di casa la mattina. Chi oserebbe mettere un piede a terra se non avesse fede di trovare il proprio cammino?

Allo stesso modo, senza fiducia in noi e nelle nostre capacità, non osiamo alzarci. Così, ogni passo che facciamo è espressione di fede nei processi della vita e di fiducia in noi stessi cosi' come negli altri.

A volte rinunciamo  ai nostri obiettivi proprio quando più stanno per germogliare.

A volte dobbiamo semplicemente  riconoscere che un percorso è terminato e trovare un modo per aggirare l'ostacolo, andare al di sopra o al di sotto, come fanno i bambini. "

Fady Bujana

lunedì 27 maggio 2013

Tarologia Junghiana e Grafologia 


Consulto a OFFERTA LIBERA per apprendere a “guardare”, per capire il presente e un semplice consiglio per  un  proprio cammino  da intraprendere…

Telefonare ore serali – Padova
Cell. 3397622795

lunedì 27 febbraio 2012

Considerazioni personali su James Hillman, Michele Ventura "100 anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio"

Leggo e rileggo lo stralcio che mi è stato gentilmente inoltrato del grande psicoanalista Hillman e il mio pensiero vola direttamente a "Il profeta" di Gibran mentre il tutto mi parla di anti-psicanalisi, una psicoterapia rivoluzionaria, agganciata alle cose, al mondo esterno, alla politica, al potere e quindi allo sfaldamento dogmatico di quel "bambino interiore" tanto caro a noi tutti per quel viaggio che ci ha sempre permesso di scavare in noi stessi e prendere visione e consapevolezza del fatto che se noi siamo cosi' è anche perchè la risposta è racchiusa là dentro.


Una crescita dunque ...non so ...un voler guarire piuttosto, per sentirsi meglio e meglio affrontare una società che ci dilania e ci bombarda...una classe politica non cresciuta, che dire.. invecchiare è inevitabile ma crescere è un optional, per tutti !


Parliamo di politici e/o cittadini attivi per una democrazia matura ma non parliamo del fatto che ci manca una intelligenza emotiva come background, che non ci è stata mai insegnata e pretendiamo di affrontare il potere, il business solo da un punto di vista intellettivo !!!


Forse un'intelligenza puramente matematia e logica come ci propone il business e la finanza non genere solo superficialità, investimenti speculativi e quindi aridità..Uomini robotici !!


Certamente il potere, il business e i suoi condizionamenti influenzano la società e in primis noi come cittadini ma se noi fossimo cittadini che hanno al loro attivo maggiore consapevolezza di se stessi forse avremmo una società diversa....ma allora come conquistare tale consapevolezza?


Pretendiamo di parlare di emozioni sociali...ebbene vediamo da cosa derivano per ognuno di noi?? Sono forse slegati dai nostri schemi di emozioni primarie o si vanno forse a sedimentare su di essi ? E allora perchè pensiamo e ci comportiamo in una determinata maniera?


Non so ...l'influenza esercitata dalla società fa parte dell'illusione che ci porta a credere di venire formati dalla forza sociale...la società stabilisce le regole e noi tutti ne siamo le povere vittime....e allora mi chiedo come può un singolo emergere?


E come hanno fatto i grandi innovatori di tutti i tempi a non lasciarsi condizionare?


Non hanno forse guardato in se stessi, al quel bambino interiore dentro di loroi !


Non so aggiungere altro...se non che sostengo una psicoterapia delle idee...questo si!

venerdì 24 febbraio 2012

"100 anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio" James Hillman, Michele Ventura

Oggi in psicoterapia va di moda il “bambino interiore”. In questo consiste la terapia – si torna indietro fino all’infanzia. Ma se si guarda indietro, non si guarda intorno. Questo viaggio all’indietro costella quello che Jung chiamava l’ “archetipo del fanciullo”. Ora, l’archetipo del fanciullo è per sua natura apolitico e privo di potere, non ha nulla a che fare con il mondo politico. E così l’adulto dice: “Bene, riguardo al mondo cosa posso farci? È una cosa più grande di me”. Ecco cosa dice l’archetipo del fanciullo. “Tutto quello che posso fare è entrare in me stesso, lavorare alla mia crescita, al mio sviluppo […]”. Ma questo è un disastro per il nostro mondo politico, per la nostra democrazia. La democrazia dipende da cittadini estremamente attivi, non da bambini. […] La parola crescere è una parola che va bene per i bambini… Se dopo una certa età si comincia a crescere, si tratta di cancro.


[…] Sono indignato e sconvolto dopo aver guidato sulla superstrada per andare dal mio analista. Quei dannati camion quasi mi buttavano fuori strada. Sono terrorizzato, sono nella mia utilitaria e arrivo dal mio analista che tremo ancora. Lui mi dice: “Dobbiamo parlarne”. Così cominciamo a parlarne, e scopriamo che mio padre era un figlio di puttana, un bruto, e che tutta questa faccenda del camion mi ricorda lui. Oppure scopriamo che mi sono sempre sentito fragile e vulnerabile, e che c’erano sempre ragazzi più grossi, col cazzo più grosso, e quindi questa macchina dove sto io è un tipico esempio della mia pelle sottile, della mia fragilità e della mia vulnerabilità. Oppure parliamo del mio istinto di potenza, del fatto che in realtà avrei voluto essere un camionista. Trasformiamo la mia paura in ansia – uno stato interiore. Trasformiamo il mio presente in passato, in una discussione su mio padre, la mia infanzia. E trasformiamo la mia indignazione – nei confronti dell’inquinamento, del caos o di qualunque cosa mi susciti indignazione – in rabbia e ostilità. Ancora una volta, una condizione interna; mentre era partita come indignazione, un’emozione quindi. Le emozioni sono essenzialmente sociali. Il termine emozione deriva dal latino ex-movere, muovere da. Le emozioni mettono in contatto con il mondo. La terapia introverte le emozioni; chiama “ansia” la paura. E tu la ritiri indietro e ci lavori dentro di te. Non lavori psicologicamente su ciò che quella indignazione ti sta dicendo riguardo alle buche nella strada, ai camion, alle fragole della Florida, nel Vermont a marzo; o sull’esaurirsi del petrolio, sulla politica energetica, le scorie nucleari, o quella povera vagabonda laggiù con i piedi tutti piagati. […]


Scriva questo punto in corsivo, in modo che non sfugga a nessuno: questo non vuol dire negare che uno abbia bisogno di andare all’interno – ma dobbiamo vedere cosa si fa quando si va all’interno. […]


Non è necessario liberarsi di quel desiderio di essere amati, ma è necessario smettere di pretendere che sia nostro padre ad appagarlo: nostro padre è l’oggetto sbagliato. E allo stesso modo non dobbiamo eliminare il sentimento di subire violenza – probabilmente quel sentimento di subire violenza, quel sentimento di impotenza, è molto importante. Forse però dovremmo immaginare che ciò che ci fa violenza non è tanto il passato quanto l’attuale situazione del “mio lavoro”, della “mia finanza”, del “mio governo” – di tutte le cose con le quali viviamo. Ecco che allora lo studio dell’analista diventa una cellula rivoluzionaria, perché ci si interroga anche su “ciò che, proprio adesso, mi sta facendo violenza”. Sarebbe una grande avventura per la terapia parlare in questo modo.»

mercoledì 11 gennaio 2012

La trappola delle ragioni e dei torti nel rapporto genitori - figli

Il rapporto genitori-figli travalica il tempo e le ere ma i problemi rimangono nonostante l'evoluzione della società.

Essere dei punti di riferimento nella vita dei nostri figli non significa imporre loro le nostre credenze e le nostre convinzioni, che a loro volta ci sono state tramandate e da noi assorbite in maniera più o meno obiettiva, ma semplicemente far capire che noi ci siamo nonostante tutto.

Il valore più grande da trasmettere è l'indipendenza nella valutazione e nelle scelte, una capacità decisionale che deve iniziare dalle piccole cose, anche banali perchè ciò li fortificherà e li renderà meno insicuri, adolescenti meno insicuri ...uomini meno insicuri...padri e madri meno insicuri.

Quante volte decidiamo noi per loro perchè pensiamo di possedere la pietra filosofale di una verità recondita e quante volte sbagliamo perchè non li abbiamo ascoltati con orecchi e suoni diversi ????

La trappola dunque delle ragioni e dei torti!!

L'essere nel giusto o in errore parla il linguaggio delle nostre proprie nozioni di giusto o sbagliato, che sono talvota di ostacolo alla nostra felicità e di chi ci ruota attorno.

I concetti di torto o ragione non sono che le nostre universali convinzioni...dettati da dogmi sui cui si posa il nostro mondo ma che certamente non vanno bene per tutti poichè noi tutti siamo diversi.

La nostra esigenza di trovare una risposta giusta è forse in parte dovuta alla ricerca di certezza sulla paura dell'ignoto. Può darsi che essa sia solamente un aspetto per la nostra passione per le dicotomie, per dividere il mondo in bianco e nero, in ciò che è buono o in ciò che è cattivo.....

Ma ben poche cose rientrano in categorie cosi' perfettamente delineate.


Ed ecco allora discussioni interminabili !


Qui non si tratta di avere ragione o torto ma di punti di vista diversi.

Che fare allora ???

L'unico modo di uscire da questa trappola è di smettere di ragionare in termini semplicistici di torto o ragione.


Dobbiamo semplicemente concerere agli altri di avere un'opinione diversa, rinunciando alle nostre esigenze, talvolta nevrotiche, di voler ergersi a sapienti guru e ristabilire una certa misura di comunicazione.

Ragioni e torti, qualunque essi siano, vertono tutti su delle mere convenzionalità e queste sono di intralcio particolarmente quando entrano in conflitto con quelle che un'altra persona può avere.

mercoledì 21 dicembre 2011

Il senso di colpa

Il senso di colpa viene a far parte della struttura emozionale di una persona ed è appreso in tenerissima età, persistendo nell'adulto come un residuo della propria reazione ad un determinato evento infantile.

Oltre a ciò solitamente ci autoimponiamo un senso di colpa per aver infranto qualcosa a cui crediamo. Spesso si tratta di frasi o solitamente ammonizioni che incidono la nostra emotività più profonda, legate ad un passato lontano che ci portiamo dietro.

Si tratta di un'emozione futile perchè ci paralizza e ci porta via il nostro presente visto e considerato che non possiamo cambiare ciò che è stato o sarà.



Il senso di colpa è un sistema efficace per manipolare le azioni degli altri, dei figli, per tenere a bada personalità ribelli.

Come uscirne?

Ci sono alcune strategie da adottare...vediamole!

Innanzitutto non guardare al passato come qualcosa di immutabile, cercando invece di trarre lezioni utili da esso.

Secondo ..domandarsi che cosa stiamo evitando nel nostro presente col senso di colpa intorno al passato e terzo ..accettare certe cose di noi stessi che non possono piacere e non sono mai piaciute agli altri compreso ai nostri amati genitori.

Oltre a ciò è necessario riconsiderare i nostri valori e vivere in base ai valori che noi abbiamo scelto e non imposti da altri e non ultimo insegnare alle persone che tentano di manipolarci col senso di colpa che siamo perfettamente in grado di far fronte al loro disappunto e/o approvazione.



Tale dunque è il senso di colpa nella nostra cultura..utile strumento per manipolare gli altri e futile spreco di tempo ... non facile da attuare ma assolutamente possibile...Io posso ..Io voglio!

martedì 15 novembre 2011

La pendenza: la dimensione orizzontale della scrittura

Quando scriviamo, esprimiamo la nostra attuale situazione, quindi tutta la scrittura è un'istantanea grafica di quell' esatto momento.

Scrivere, tuttavia, è anche un movimento sequenziale che ha luogo nel tempo.

L'inizio di un messaggio è da considerarsi un momento "già passato" rispetto alla sua fine. L'inizio di una riga a sinistra della pagina è più "datato" rispetto alla fine della stessa riga a destra.

Nel mentre ci allontaniamo dalla sinistra della pagina, ci proiettiamo verso il futuro, ci allontaniamo dal nostro passato.
Mentre progrediamo verso destra, noi ci lanciamo verso i nostri obiettivi.

La sinistra della pagina rappresenta simbologicamente tutto ciò che riguarda il nostro passato.

La destra della pagina riguarda il nostro futuro.

Potremmo dire che il movimento da sinistra a destra attraverso il tempo ha luogo lungo la linea di base, in una dimensione orizzontale.. in definitiva qui si svolgono le azioni che implicano un contatto con l'ambiente.

Il movimento orizzontale è dunque una misura dell' orientamento esterno e dello sviluppo sociale.

Qui possiamo osservare il modo in cui lo scrittore affronta le situazioni della vita, le proprie abilità di comunicare e come esprime se stesso emotivamente, le proprie scelte di comportamento e i propri obiettivi.
Lungo il piano orizzontale, si rivelano tutti questi aspetti della personalità.

L'angolazione della pendenza osservata nella scrittura ci dirà la natura della personalità dello scrittore stesso, più di qualsiasi altra considerazione su ulteriori movimenti orizzontali.

E' dunque estremamente importante riconoscere le differenze tra le valutazioni delle diverse zone della scrittura in quanto in esse sono racchiuse sia il carattere interno che il comportamento dello scrittore stesso.

lunedì 17 ottobre 2011

Processi efficaci

Sono reduce dalla rilettura di "The Secret" di Rhonda Byrne, perchè come succede a molti necessitavo di un'iniezione di positività e dove cercala se non nei libri positivi???

Molte persone si sentono bloccate, imprigionate o limitate dalle situazioni in cui vivono. Qualunque sia la nostra situazione attuale, si tratta solo della realtà che stiamo vivendo in quel preciso istante. Nulla di più!

La realtà o la vita che viviamo attualmente non è che il risultato dei nostri pensieri che ci arrovellano la mente, in un susseguirsi perpetuo.

E allora... per cambiare le nostre condizioni non ci resta che cambiare il nostro modo di pensare.

L'aspettativa è una potente forza attrattiva perchè fa di noi un potente catalizzatore..tutti conoscono il famoso "The Butterfly effect".

Il desiderio ci connette con la cosa desiderata e l'aspettativa la attira nella nostra vita.

Buddha affermava: "tutto quello che siamo è il risultato di quello che abbiamo pensato".

Dobbiamo vivere nella magia della vita ...tutti noi abbiamo più poteri e maggiori possibilità di quanto non pensiamo ma la matrice dell'universo conosce solo il tempismo perfetto.

Dobbiamo renderci pronti, quando essa arriva.

lunedì 10 ottobre 2011

Caratteristiche specifiche della zona mediana della scrittura: lettere "a c e i m n o r s u w x "

Ciò che lo scrittore pensa di se stesso, del suo ruolo nella vita e di come egli si aspetta di proiettare la sua propria immagine sugli altri è espresso nella zona mediana della scrittura.

Tale area rivela inoltre la qualità e la consistenza dello sforzo verso il proseguimento cosciente dei propri obiettivi.
L'enfasi è posta sull'attività sociale e lavorativa e mostra i progressi dell'individuo nell'ambiente.

Se ben bilanciata con le altre zone
, tale zona mostra un individuo fiducioso in se stesso e sensibile al "gustamento" della vita.

Se la zona mediana è fortemente sviluppata ma non lo sono altrettanto le zone inferiore o superiore della scrittura, la persona è centrata su se stessa e sulle sue attività quotidiane, senza dubbio un pò presuntuosa.
Il pericolo di tali scrittori è la noia e il confinamento in un mondo che ruota attorno a loro stessi.
Spesso tali persone non possono raggiungere un giusto realismo perchè mancano di un distacco maturo e di un atteggiamento filosofico verso la vita.

Se la zona mediana è molto piccola e schiacciata tra le zone superiori, la persona tende a soffrire di sentimenti di inferiorità, trova poca gioia nella vita di ogni giorno.
Si tratta comunque di persone creative.

Una zona mediana molto piccola in una scrittura ben formata e proporzionata mostra uno scrittore di grande indipendenza che può ben ridurre le necessità dell'ego e rimanere solo con se stesso per molte ore.
Con caratteristiche originali questi scrittori si rivelano essere dei geni.

La fluttuazione della misura delle lettere nella zona mediana è la chiave per capire la stabilità dell'umore di una persona. Una combinazione di lettere grandi e piccole nella stessa parola o nella stessa riga avverte dell' instabilità emozionale.
Tale stato d'animo e relativa inconsistenza delle reazioni rendono la persona difficile da capire.
Un'eccessiva fluttuazione porta ad una grande impressionabilità e difficoltà nel lottare con gli stimoli emozionali.

Strappi e "rotture" nelle lettere mediane: una "rottura" in una lettera avviene quando la mano interrompe il suo movimento lasciando una piccola apertura ..tremolii, strappi, rotture... sono il risultato di ansietà e tensione.
Paure, possibili pressioni sul lavoro, un forte sistema di giudizio interno, un problema personale...qualsiasi tensione può inibire inconsciamente e paralizzare i muscoli del corpo abbastanza a lungo per influenzare il flusso della scrittura.

Ricco della confusione in orizzontale: alcune lettere si sovrappongono in senso orizzontale.
Lo scrittore assume più di quanto può realmente sopportare. I suoi obiettivi sociali, i suoi doveri e obblighi sono similarmente confusi e indisciplinati.
Lo scrittore potrà dimostrare calore e socievolezza ma un possibile potenziale di disonestà non è da sottovalutare.

_____________________________________________

mercoledì 7 settembre 2011

Caratteristiche specifiche della zona inferiore della scrittura: lettere f g p q y j

La zona inferiore è sotto il livello di coscienza.

Impulsi biologici innati, necessità istintuali di sicurezza e soddisfazione, necessità materiali si fanno strada tra memorie sconosciute ed esperienze relative alle prime ore di vita dell'individuo.

Una zona inferiore normale è solitamente più lunga della zona mediana e c'è più possibilità di varietà di forma entro determinati limiti di leggibilità e di forma.

Se la zona inferiore è dominante rispetto alla zona mediana e alla zona superiore, ciò significa che lo scrittore è dominato da forze inconsce potenti, legate alla necessità di sopravvivenza, materialismo e imperativi riproduttivi.

Guidato da bisogni istintuali eccessivi, lo scrittore con asole inferiori enormi è inquieto, insoddisfatto, senza riposo e necessita di una varietà costante e di cambiamenti.
La maggior parte del suo tempo è speso a cercare di soddisfare i suoi enormi appetiti per i soldi, sesso e varietà. Quando vengono saturate le sue necessità di sicurezza, questa persona esibisce un infantilismo neurotico, una mancanza di controllo sulla sua vita.
Tali persone emotive hanno idee creative ed energia fisica ma necessitano di un aiuto a portare avanti un progetto.

Possibili arruffamenti si verificano in presenza di asole grandi ed esagerate. Ciò può portare a confusione psichica. Se la persona ha problemi nel determinare quali delle sue necessità istintuali stia premendo di più, diventa troppo disordinata per soddisfarle.

Asole inferiori striminzite/assenti se confrontate con la zona superiore o mediana possono indicare una immaturità sessuale, paure o traumi di varia natura.
Lo spostamento di materiale dalla mente inconscia a quella conscia può essere dolorosa, particolarmente nei traumi infantili precoci, in cui sentimenti sessuali appresi vengono considerati "cattivi".
Una difesa è la repressione di tali disagi, tenendoli inconsci, dove essi rimangono non conosciuti, una fonte di tensione e perdita di energia dall'ego. Questa repressione viene evidenziata in allunghi inferiori ritratti ..anzichè fare l'asola la mano ritorna sull'asta, coprendola e cancellandola.
Tali scrittori hanno bloccato la loro capacità di risposta cosi' le loro relazioni intime sono difficili.

Allunghi inferiori corti : scrittori che presentano tali allunghi fanno assegnamento sul non essere pratici e indipendenti. Questo tipo di scrittore direzionato su se stesso è determinato a non essere catturato da necessità e poteri emozionali della zona inferiore. Se l'asta inferiore termina piena di inchiostro, ciò significa che l'espressione dell'energia fisica e sessuale è stata smussata troppo presto e una forza aggressiva extra potrebbe esprimere se stessa in modo del tutto negativo.

Nelle scritture di bassa qualità tale energia può sfociare talvolta in manifestazioni di crudeltà.

Triangoli negli allunghi inferiori: nella scritture di donne essi rivelano prudenza e un giudizio di natura forte per quanto riguarda le questioni sessuali.
I triangoli in un uomo spesso rivelano insegnamenti bigotti .. si tratta di uomini che ammirano e sposano donne "pulite" ma inevitabilmente trovano soddisfazioni sessuali con donne che non sono tenute a rispettare.

Varietà negli allunghi inferiori: varietà armoniche nelle forme di scrittura sono sempre un qualcosa in più.
Tuttavia eccessivi cambiamenti e cambi di direzioni in qualsiasi zona della scrittura mostrano conflitti di personalità interna.
Nella zona inferiore ciò prende forma in focus sessuali non ben bilanciati. Poichè non è possibile con certezza determinare il genere dalla scrittura nè le preferenze sessuali, una personalità confusa o bisessuale è sempre evidente in scritture con tre o quattro diverse formazioni nella zona inferiore.

giovedì 1 settembre 2011

Le caratteristiche della zona superiore della scrittura ..lettere " b d f h k l t"

La grafologia ha decretato la zona superiore della scrittura come il regno della mente e delle aspirazioni spirituali.

Qui risiedono l'intelletto, l'immaginazione, la fantasia e l'impulso al potere..ed ancora le richieste della coscienza, come pure l'idea dell'individuo che ha di se stesso.

Asole e aste ben proporzionate con puntini delle "i" e tagli della "t" ben posizionati rivelano capacità mentali e prontezza.


Se la zona superiore è eccessivamente sviluppata a spese della zona mediana o inferiore, lo scrittore dimostra di essere una persona intelligente ed ambiziosa il cui sviluppo emozionale non è tuttavia maturato abbastanza da poter portare avanti i propri obiettivi con successo.
Inoltre essa rivela una persona idealista e sognatrice le cui credenze e convinzioni non sembrano calarsi nell'esperienza pratica, quindi mancherà di praticità.

Asole superiori estremamante alte, distorte, deformate o abbellite mostrano una visione distorta della realtà, un ritrarsi dalla fantasia, indice anche di possibili malattie mentali.
Il tutto indica la presenza di una coscienza pretenziosa, che incorpora le idee incomprese di ciò che è giusto e sbagliato appreso da bambini, che inibiscono e deprimono la vita di tutti i giorni e gli istinti.
Tale persona è speso critica verso se stessa e verso gli altri e sotto pressione tende a prendere il volo.

Se la zona superiore è piccola in rapporto alle altre due zone , la persona manca di creatività ed immaginazione; egli avrà poca capacità di assorbire il piacere intellettuale.
La sua importanza si basa su considerazioni pratiche. Si fida di se stessa, è realistica e socievole.

Se la zona superiore è ampia e gonfia c'è una sovracompensazione per sentimenti d'inferiorità intellettuale ed una necessità emozionale per una costante rassicurazione. Ciò porta lo scrittore ad esagerazioni per compensare l' opinione che ha di sè. Naturalmente il tutto si basa sulla fantasia.

Formazioni a bastoncino indicano pensatori realistici, pratici e indipendenti, con una mentalità controllata ed indipendente che sviluppano i fatti, vero ne è che tali persone arrivano sempre con dati concreti alla mano.

Assenza di asole nella parte superiore : quando la mano ritorna sull'asta anzichè delinearne l'asola cosicchè il risultato visibile è una semplice linea dove in realtà ci dovrebbe essere normalmente un'asola, il significato grafologico è un'inibizione di sentimenti a causa di associazioni dolorose.
Poichè le asole rappresentano le emozioni, lo scrittore è portato a negare la maggior parte dei suoi stimoli intellettuali e creativi.Ecco allora che il regno dello spirito e delle idee hanno associazioni con il ridicolo ed il fallimento.

Ricco della confusione: quando gli allunghi superiori invadono il rigo superiore, creando degli arruffamenti, c'è confusione nelle varee aree della vita dello scrivente, talvolta fino a raggiungere azioni irresponsabili. Il pensiero è spesso fangoso, c'è confusione mentale.

Punta sulla cima dell'asola : sono tratti di una persona di intelligenza che pensa di essere un essere differente dagli altri, che marcia in un'altra direzione. Talvolta si sente isolata e sola, talvota pensa di essere in possesso di verità e ispirazioni speciali. E' incline a pensieri emotivi e solitamente ha pensieri che vanno contro idee prestabilite e contro ciò che rappresenta l'autorità.

lunedì 1 agosto 2011

Il movimento, la pendenza e la pressione

Tutto il mondo sta in una pagina e ognuno può scriverci la propria parte.

Questo è il principio basilare della grafologia.

La pagina, come background della scrittura stessa, può essere considerata una piattaforma individuale, lo stadio o lo spazio vitale entro cui il dramma della vita è prolungato nelle onde dei modelli di scrittura.

Preso come modello unico, la scrittura è una foto di come l'individuo riempie i propri spazi vitali. E' la traccia delle proprie azioni, di come progredisce attraverso la vita, l' espressione di uno stato mentale, emozionale e fisico.

Noi viviamo e ci muoviamo attraverso un mondo tridimensionale..che si espleta in altezza, larghezza e profondità. Ognuna di queste dimensioni ha una propria correlazione simbolica nel movimento grafico.

La dimensione dell'altezza, espletata nella dimensione verticale della scritura, è vista nella proporzione e nel movimento delle lettere in su e in giù attraverso le zone della scrittura.

La dimensione orizzontale, ovvero la larghezza, si espleta nel movimento da sinistra verso destra, attraverso la pagina.
Si potrà osservare tale movimento nell'angolo dell'inclinazione della lettera, meglio chiamata - pendenza.

La terza dimensione cioè la profondità, si percepisce nel movimento di entrata ed uscita della penna dalla superficie scrivente, ed è rappresentata dalla forza della pressione, detti pure "modelli di inchiostrazione".

Se tali zone sono ben equilibrate e tendono all'armonia, la scrittura ne rifletterà un buon ritmo e un' altrettanto buona qualità della forma.

Ecco allora che le tre dimensioni del movimento si integreranno, e i modelli di risultanza stabiliranno un'armonia con la pagina.

mercoledì 27 luglio 2011

L'atteggiamento

Nessuna scuola esistente ci insegna ad andare oltre la mediocrità finchè non abbiamo il giusto atteggiamento mentale nell'affrontare le varie situazioni che la vita ci offre.

L'atteggiamento è molto più importante dell'attitudine mentale.

Possiamo modificare la nostra esistenza modificando il nostro atteggiamento mentale. Talvolta siamo bloccati nell'atteggiamento mentale che abbiamo.

Esso comunque può essere cambiato.

Spesso cose "minuscole" sono ciò che fanno la differenza tra il trionfo e la tragedia, il successo e il fallimento, la vittoria e la sconfitta.
Il nostro modo di pensare determina ciò che diventiamo. La mente è una serva fedele e segue le istruzioni che le diamo.

Un atteggiamento positivo darà risultati positivi perchè gli atteggiamenti sono contagiosi.
L'entusiasmo è un modo di vivere...è l'espressione esteriore di un sentimento interiore.

Ognuno di noi affronta quotidianamente frustrazioni, angoscia, delusioni, scoraggiamento e sconfitte. Non possiamo certo creare su misura le situazioni della vita ma possiamo crearci su misura l'atteggiamento appropriato per affrontarle prima che si verifichino.

Alla fine meritiamo sempre il trattamento migliore che possiamo offrire a noi stessi !

Una sconfitta dovrebbe far uscire qualcosa da noi e sgonfiarci un po'...in caso contrario non solo non ci importava perdere in quel determinato frangente ma la volontà di vincere non ci aveva coinvolto emotivamente.

La mente funziona come un orto. Tutto ciò che piantiamo nella mente germoglia dopo essersi moltiplicato. Se piantiamo un elemento negativo o un elemento positivo, raccogliamo multipli poichè tra la semina e il raccolto, l'immaginazione entra in scena e moltiplica il risultato.

Siamo la somma totale di ciò che ci entra nella mente.

Dobbiamo sempre invertire il modo in cui scendiamo dal letto. Dobbiamo invertire il modo il modo in cui iniziamo la giornata ossia in folle o in retromarcia.

Non possiamo trovare un nuovo modo di agire attraverso il sentimento, ma possiamo trovare un nuovo modo di sentire attraverso l'azione.

Il successo non si misura da ciò che facciamo in confronto a ciò che fanno le altre persone.
Il successo si misura da ciò che facciamo in confronto a ciò che avremmo potuto fare con la capacità che LA NATURA ci ha dotato.

lunedì 11 luglio 2011

"Vi racconto come il pensiero può farvi ammalare o guarire" ..... Stefano Lorenzetto

Per Noi tutti!!!


Enzo Soresi, tisiologo, anatomopatologo, oncologo, già primario di pneumologia al Niguarda di Milano, nel libro "Il cervello anarchico" racconta casi di persone uccise dallo stress o salvate dallo choc carismatico della fede.

Dopo una vita passata a dissezionare cadaveri, a curare tumori polmonari, a combattere tubercolosi, bronchiti croniche, asme, danni da fumo, il professor Enzo Soresi, 70 anni, tisiologo, anatomopatologo e oncologo, primario emerito di pneumologia al Niguarda di Milano, ha finalmente individuato con certezza l’epicentro di tutte le malattie: il cervello.

Negli ultimi dieci anni, cioè da quando ha lasciato l’ospedale per dedicarsi alla libera professione e tuffarsi con l’entusiasmo del neofita negli studi di neurobiologia, ha maturato la convinzione che sia proprio qui, nell’encefalo, l’interruttore in grado di accendere e spegnere le patologie non solo psichiche ma anche fisiche.

C’era già arrivato per intuizione il filosofo ateniese Antifonte, avversario di Socrate, nel V secolo avanti Cristo: «In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto».

Soresi c’è arrivato dopo aver visto gente ammalarsi o guarire con la sola forza del pensiero.

Primo caso: «Ho in cura una signora di Milano il cui marito, integerrimo commercialista, la sera andava a bucare le gomme delle auto. Per il dispiacere s’è ammalata di tubercolosi. Io lo chiamo danno biologico primario».

Secondo caso: «Un agricoltore sessantenne con melanoma metastatico incontrò Madre Teresa di Calcutta, ricevette in dono un’immaginetta sacra e guarì. Io lo chiamo shock carismatico». Il professore ha dato una spiegazione scientifica al miracolo: «Il melanoma è un tumore che viene identificato dagli anticorpi dell’organismo, tant’è vero che si sta studiando da 30 anni un vaccino specifico. Non riusciamo a controllarlo solo perché l’antigene tumorale è talmente aggressivo da paralizzare il sistema immunitario. Nel caso del contadino ha funzionato una combinazione di fattori: aspettativa fideistica, strutture cerebrali arcaiche, Madre Teresa, consegna del santino. Risultato: il suo organismo ha sprigionato fiumi di interferoni e interleuchine che hanno attivato gli anticorpi e fatto fuori il cancro».

Come Soresi illustra nel libro Il cervello anarchico (Utet), già ristampato quattro volte, la nostra salute dipende da un network formato da sistema endocrino, sistema immunitario e sistema nervoso centrale. «Il secondo ci difende e ci organizza la vita. Di più: ci tollera. L’organo-mito è il linfocita, un particolare tipo di globulo bianco che risponde agli attacchi dei virus creando anticorpi. Abbiamo 40 miliardi di linfociti. Quando si attivano, producono ormoni cerebrali. Questa si chiama Pnei, psiconeuroendocrinoimmunologia, una nuova grande scienza, trascurata dalla medicina perché nessuno è in grado di quantificare quanti neurotrasmettitori vengano liberati da un’emozione. Io e lei siamo due esperimenti biologici che datano 4 miliardi di anni. Io sono più riuscito di lei. Perciò nego la vecchiaia.

Non c’è limite alla plasticità cerebrale
, non c’è limite alla neurogenesi.

Esiste un flusso continuo di cellule staminali prodotte dal cervello: chi non le utilizza, le perde. Le premesse della longevità sono due: camminare 40 minuti tre volte la settimana - altrimenti si blocca il ricambio delle cellule e non si libera un fattore di accrescimento, il Bdnf, che nutre il cervello - e studiare». Secondo il medico-scrittore, è questa la strada per allungare la vita di 10 anni. «Quando ci impegniamo a leggere o a compilare le parole crociate, le staminali vengono catturate dalla zona dell’encefalo interessata a queste attività. Se io oggi sottopongo la sua testa a una scintigrafia e poi lei si mette a studiare il cinese, fra tre anni in un’altra scintigrafia vedrò le nuove mappe cerebrali che si sono create per immagazzinare questa lingua. Prenda i tassisti di Londra: hanno un ippocampo più grande perché mettono in memoria la carta topografica di una città che si estende per 6 miglia».

Il professor Soresi è cresciuto in mezzo alle lastre: suo padre Gino, tisiologo, combatteva la Tbc nel sanatorio Vialba di Milano, oggi ospedale Sacco. Si considera un tuttologo, al massimo un buon internista, che ha scoperto l’importanza della neurobiologia studiando il microcitoma. «È un tumore polmonare che ha la caratteristica di esordire con sindromi paraneoplastiche, cioè con malattie che non c’entrano nulla col cancro: artrite reumatoide, tiroidite autoimmune, sclerodermia, reumatismo articolare. È una neoplasia che nel 100% dei casi scompare con quattro cicli di chemioterapia. Eppure uccide lo stesso nel giro di sei mesi. Era diventato la mia ossessione: non riuscire a guarire una cosa che sparisce». Com’è possibile? «Ci ho scritto 100 lavori scientifici e ci ho messo 30 anni a capirlo: perché il microcitoma ha una struttura neuroendocrina. La massa nel polmone scompare, ma si espande con metastasi ovunque. Ne ho concluso che la medicina non è una vera scienza. Tuttalpiù una scienza in progress». Diciamo una scienza inesatta.

«L’ho provato sulla mia pelle nel 1950. Ero basso di statura, come adesso, e mio padre si preoccupava. Eppure le premesse genetiche c’erano tutte: lui piccolo, mia madre piccola. Mi portò dal mitico professor Nicola Pende, endocrinologo che aveva pubblicato sei volumi sul timo come organo chiave dell’accrescimento. Pende mi visitò, mi palpò i testicoli e concluse: “Questo bambino ha il timo iperplastico, troppo grosso. Bisogna irradiarlo”. Se mio padre avesse seguito quel consiglio, sarei morto. Questa è la medicina, ragazzi, non illudiamoci». Torniamo al cervello. «Sto aspettando di diventare nonno. Il tubo neurale della mia nipotina ha cominciato a svilupparsi dal secondo mese di gravidanza. Alla nascita il cervello non sarà ancora programmato, bensì in fase evolutiva. L’interazione con l’ambiente lo strutturerà. Ora facciamo l’ipotesi che un neonato abbia la cataratta: se non viene operato entro tre mesi, i neuroni specifici della vista non si attivano e quel bimbo non vedrà bene per il resto della vita. Oppure poniamo che la madre sia ansiosa e stressata, il padre ubriacone e manesco: lei capisce bene che i segnali ricevuti dal neonato sono ben diversi da quelli che sarebbero auspicabili. E questo vale fino al terzo anno di vita, quando nasce il linguaggio, che attiva la coscienza del sé, e la persona assume una sua identità. Di questi primi tre anni d’inconsapevolezza non sappiamo nulla, è una memoria implicita, un mondo sommerso al quale nessuno ha accesso, neanche l’interessato, neppure con la psicoanalisi. Ma sono i tre anni che ci fanno muovere». Allora non è vero che si può «entrare» nel cervello. «Ai tempi in cui facevo le autopsie, aprivo il cranio e manco sapevo a che cosa servissero i lobi frontali. Li chiamavamo lobi silenti, proprio perché ne ignoravamo la funzione. Molti anni dopo s’è scoperto che sono la sede dell’etica, i direttori d’orchestra di ogni nostra azione». E graziaddio avete smesso con le lobotomie. «A quel punto sono addirittura arrivato a fare le diagnosi a distanza. Se mi telefonavano dalla clinica dicendo che un paziente con un tumore polmonare s’era messo d’improvviso a urlare frasi sconce o aveva tentato di violentare la caposala, capivo, dalla perdita del senso etico, che era subentrata una metastasi al lobo frontale destro».

Ippocrate aveva definito il cervello come una ghiandola mammaria. «Aveva còlto la funzione secretiva di un organo endocrino che non produce solo i neurotrasmettitori cerebrali - la serotonina, la dopamina, le endorfine - ma anche le citochine, cioè la chiave di volta dei tre sistemi che formano il network della vita. Lei sa che cosa sono le citochine?». Sì e no. «Sono 4 interferoni, che aiutano le cellule a resistere agli attacchi di virus, batteri, tumori e parassiti, e 39 interleuchine, ognuna con una funzione specifica. Se sono allegro e creativo libero citochine che mi fanno bene, se sono arrabbiato e abulico mi bombardo di citochine flogogene, che producono processi infiammatori. Ecco perché il futuro della medicina è tutto nel cervello. Le faccio un esempio di come il cervello da solo può curare una patologia?». La ascolto. «Avevo un paziente affetto da asma, ossessivo nel riferire i sintomi. Più gli davo terapie, più peggiorava. Torna dopo tre mesi: “Sono guarito”. Gli dico: senta, non abbassi la guardia, perché dall’asma non si guarisce. “No, no”, risponde lui, “avevo il malocchio e una fattucchiera del mio paese me l’ha tolto infilandomi gli spilloni nel materasso”. La manderei da un esperto in malocchi, replico io. E riesco a spedirlo dallo psichiatra Tullio Gasperoni. Il quale accerta che il paziente era in delirio psicotico. Conclusione: da delirante stava bene, da presunto normale gli tornava l’asma». Effetto placebo degli spilloni. «Paragonabile a quello dei finti farmaci. L’effetto placebo arriva a rispondere fino al 60% nel far scomparire un sintomo. Noi medici non possiamo sfruttarlo, altrimenti diventerebbe un inganno. Ma esiste anche l’effetto nocebo».

Esemplifichi. «Donna di altissimo livello culturale, fumatrice accanita. Il marito, un imprenditore fratello di un noto politico, la tradiva sfrontatamente con una giovane amante. Quando la informai che aveva un tumore polmonare, mi raggelò: “Non m’interessa. L’importante è che lo dica a mio marito”. Cosa che feci, anche in maniera piuttosto teatrale. Lui scoppiò a piangere, lei sfoderò un sorriso trionfale. È evidente che due anni di stress violento avevano provocato nella donna un abbassamento delle difese immunitarie. Almeno morì contenta, sei mesi dopo. Vuole un altro esempio? Una cara amica con bronchiettasie bilaterali. Antibiotici su antibiotici. Qual era il movente? Non andava più d’accordo col marito. Per due anni non la vedo. La cerco al telefono: “Enzo, mi sono separata, vado in chiesa tutte le mattine, sto bene”. L’assetto psichico stabilizzato le ha consentito di ritrovare la salute. Continuo?». Prego. «Colf di 55 anni, origine salernitana, tradizionalista. Mai un giorno di malattia. La figlia le dice: “Vado in Inghilterra a fare la cameriera”. Stress di 10 giorni, ginocchio gonfio così. La lastra evidenzia un’artrosi della tibia: non s’era mai attivata, ma al momento del disagio mentale è esplosa. C’è voluto un intervento chirurgico».

Nel libro "Il cervello anarchico" Lei riferisce di sogni premonitori. «Sì. Viene da me uno psichiatra milanese, forte fumatore, con dolori scheletrici bestiali. Mi racconta d’aver sognato la sua tomba con la data della morte sulla lapide. Lastra e Tac negative. Era un tumore polmonare occulto, con metastasi ossee diffuse. Morì esattamente nel giorno che aveva sognato. Del resto lo psicoanalista Carl Gustav Jung mentre dormiva avvertì un forte colpo alla nuca, dopodiché gli apparve in sogno un amico che gli disse: “Mi sono sparato. Ho lasciato il testamento nel secondo scaffale della libreria”. L’indomani andò a casa dell’amico: s’era suicidato e la busta era nel posto indicato». I miracoli secondo lei che cosa sono? Eventi soprannaturali o costruzioni del cervello? «Io sono per un pensiero laico. Credo nella forza della parola. Se noi due ci parliamo, piano piano modifichiamo il nostro assetto biologico, perché la parola è un farmaco, la relazione è un farmaco. Di sicuro credere fa bene. Un gioielliere milanese mi portò la madre, colpita da metastasi epatiche. Potei prescriverle soltanto la morfina per attenuare il dolore. La compagna brasiliana di quest’uomo si chiama Maria di Lourdes e ha una sorella monaca in una congregazione religiosa che nella foresta amazzonica prega a distanza per le guarigioni. Maria di Lourdes telefonò al suo uomo dal Brasile: “Di’ alla mamma che le suore pregheranno per lei all’ora X del giorno X”. Da quel preciso istante la paziente oncologica, che prima urlava per il dolore, non soffrì più».

Come si mantiene in buona salute il cervello?

«Ho un cugino architetto, mio coetaneo, che sembrava un rottame. S’è iscritto all’università della terza età, ha preso passione per la lingua egiziana, tutti i giorni sta cinque ore davanti al computer, ha già tradotto quattro libri in italiano dall’egiziano. È ringiovanito, ha cambiato faccia». Sappiamo tutto del cervello? «Nooo! Sul piano anatomico e biologico sappiamo intorno al 70%. Ma sulla coscienza? Qui si apre il mondo. Lei calcoli che ogni anno vengono pubblicati 25.000 lavori scientifici di neurobiologia». Allora come fa una legge dello Stato a dichiarare morto un organo che per il 30% ci è ignoto e della cui coscienza sappiamo poco, forse nulla? «Siccome si muove per stimoli elettrici, nel momento in cui l’elettroencefalogramma risulta muto significa che il cervello non è più attivo». Ma lei che cosa pensa della morte cerebrale? «Mi fermo... Però ha ragione, ha ragione lei a essere così attento alla dichiarazione di morte. Nello stesso tempo c’è un momento in cui comunque bisogna dichiarare la morte di un individuo dal punto di vista biologico».

Prima del 1975 dichiaravate la morte quando il cuore si fermava, l’alito non appannava più lo specchio, il corpo s’irrigidiva. «Eh, lo so... La morte cerebrale consente di recuperare gli organi per i trapianti». Ha mai sperimentato su di sé disagi psichici che hanno influenzato il suo stato di salute? «Nel 1971 ho sofferto moltissimo per la morte di mia moglie Marisa, uccisa da un linfogranuloma a 33 anni. Devo tutto a lei. Era una pittrice figurativa che andò a studiare negli Stati Uniti appena sedicenne e indossava i jeans quando a Milano non si sapeva manco che esistessero. La malattia cambiò la sua arte. Cominciò a dipingere corpi sfilacciati, cuori gettati sopra le montagne. Fu irradiata in maniera scorretta da un grande radioterapista dell’epoca, per cui nell’ultimo anno di vita rimase paralizzata. Nostro figlio Nicolò, nato nel 1968, l’ho cresciuto io. Marisa mi ha lasciato un modello perfetto: un bambino che riesce a sopportare persino la perdita più straziante solo perché la mamma ha saputo far sviluppare armonicamente il suo cervello nei primi tre anni di vita».

stefano.lorenzetto@ilgiornale.it